La guerra aveva provocato un netto peggioramento dei lavoratori nelle fabbriche sestesi. La dura denuncia del fascismo e della sua guerra da parte delle forze antifasciste, incontrava ora un terreno sempre più favorevole.
Nel febbraio e nel novembre 1942 e ancora nel febbraio del 1943 si verificarono nelle fabbriche sestesi brevi scioperi spontanei preceduti e seguiti da forti proteste, originate soprattutto dai salari erosi dall’inflazione, dalle difficoltà negli approvvigionamenti alimentari, dovute al razionamento e quindi al sorgere e al ramificarsi del mercato nero.
