25 Aprile 2011: Nelly Diop

Nelly Diop – Senegalese

Cari amici,

è un onore per me che sono una nuova cittadina di questo paese partecipare oggi da questo palco ai festeggiamenti del 25 aprile: di solito sono fra chi ascolta.

Intervenire in questa occasione per me ha un significato non di poco conto perchè i valori della Liberazione vanno a toccare aspetti fondamentali delle nostre vite di cittadini. Le prime parole che mi sono venute in mente pensando al 25 aprile sono state: sacrificio supremo, sofferenza, lotta contro il fascismo e contro tutti i totalitarismi, lotta per la libertà, per i diritti fondamentali dell’uomo e per l’uguaglianza davanti alla legge.

Vivo in Italia soltanto da 15 anni, ma mai come in questi ultimi tempi ho visto i valori della lotta partigiana e della Resistenza messi in discussione.

Si sta addiritura tentando di scardinare la Costituzione italiana, che della Resistenza e della liberazione dal fascismo è stata lo sbocco. La certezza dei diritti acquisiti si fa sempre più labile.

Chi ha dato la propria vita per affrancarsi dal fascismo ha lasciato all’Italia in eredità la libertà, un bene che oggi rischiamo di prendere per scontato.

Nella storia, tutte le culture hanno avuto un momento in cui hanno toccano un punto particolarmente alto. Malgrado le sofferenze della guerra e le difficoltà della ricostruzione, è stato così per l’Italia nel 1947, l’anno in cui fu promulgata la Costituzione, risultato di un tributo di sangue pagato da migliaia di giovani.

Un’inno alla vita, all’uomo e al proprio paese. Gli articoli della Costituzione italiana sono di una contemporaneità straordinaria: leggendoli, ognuno di noi, al di là delle provenienze, delle tradizioni, delle religioni e delle culture, ci si può ritrovare in pieno.

La Costituzione è stata scritta per ciascuno di noi. Non si può non difenderla.

Credo che chi cerca di scardinarla non ami il suo paese.

A ricordarci quanto siano preziosi i valori della Resistenza e della Costituzione abbiamo in questi mesi e in questi giorni sotto gli occhi le lotte contro i regimi autoritari, per la libertà e la democrazia che si stanno svolgendo sull’altra sponda del Mediterraneo.

Quando l’uomo non ha più speranze, muore a fuoco lento: in Tunisia Mohamed Bouazizi ha preferito non morire lentamente e si è dato fuoco perchè non gli rimaneva altro linguaggio per esprimere la sua disperazione.

Arriva un momento in cui il cibo non basta a nutrirci, ed è lì che entrano in gioco i nostri desideri legittimi di una vita dignitosa. Intere popolazioni nel Mediterraneo si sono sollevate, dopo questo gesto, pacificamente, e hanno trovato il coraggio di guardare negli occhi i dittatori e dire “Basta”. Nei popoli è ormai radicata la consapevolezza che per arrivare allo sviluppo e al progresso civile è indispensabile la partecipazione popolare.

La battaglia contro il nazifascismo – a cui hanno dato un grande contributo combattenti proventienti da tante colonie europee, come il mio paese di origine, il Senegal – è stata poi una ispirazione cinquant’anni fa per l’emancipazione di tante nazioni dal colonialismo.

I valori più profondi della democrazia europea sono vivi oggi nelle rivolte a cui stiamo assistendo in Nordafrica e in Medio Oriente.

Tutti abbiamo da imparare dagli altri: e le lotte sull’altra sponda del Mediterraneo ci ricordano quanto irrinunciabile sia quello che con la Resistenza è stato conquistato.

Ci sono dei valori imprescindibili che ogni uomo, al di là delle sue origini, non può che rivendicare e difendere con decisione e chiarezza: la libertà di pensiero e di espressione, l’uguaglianza di ognuno di noi davanti alla legge, il diritto alla salute, all’istruzione, al lavoro, insomma il diritto alla dignità. Ogni essere umano ha il dovere di pretendere dal proprio stato la garanzia che questi diritti vengano assicurati.

Uno stato che non riesce più a garantire i diritti fondamentali dei suoi cittadini viene meno ai suoi compiti e si svuota di significato.

Un paese che vuole bene a se stesso non può reprimere le forze più vive e dinamiche che rappresentano il suo presente e il suo futuro.

Non può non accogliere le aspirazioni di tanti giovani che non chiedono altro che di mettersi in gioco e di costruirsi un futuro costruendo l’Italia.

Non può non offrire pari trattamento davanti alla legge a tutti i suoi cittadini. Non può concentrare tutti i poteri dello stato in un solo luogo, in mano a pochi.

Non può non rispettare la sua Costituzione che è il fondamento di uno stato di diritto, e non può non avere nella politica un atteggiamento etico chiaro e preciso.

Ma la lotta contro il fascismo è stata anche un momento di grande solidarietà fra popoli diversi. Una lezione che è quanto mai attuale e che ci deve invitare ad una visione non egoistica e di corto respiro: non possono esserci cittadini di serie A e di serie B fra chi è nato sullo stesso suolo; e non si può permettere che i giovani di un paese, qualunque sia la loro provenienza, non possano progettare in modo sereno il loro futuro.

Non si può negare la partecipazione dei nuovi cittadini alla vita politica anche attraverso il voto amministrativo.

Gli ideali di giustizia sociale e di uguaglianza non possono appartenere ad un’epoca. I diritti non seguono la moda, sono dei valori intangibili e vivi che noi cittadini dobbiamo nutrire, arricchire e trasmettere: non possono essere messi al servizio dei desideri e della volontà di un gruppo di persone.

Sono la spinta che dà la forza ad ognuno di noi di alzarsi ogni mattina per cercare di migliorare la propria

vita o almeno di provarci.

Io sogno un paese che vuole bene a se stesso e so che è un paese possibile. Un proverbio del Senegal dice: “l’uomo è il rimedio dell’uomo”. Saremo noi e soltanto noi a porre fine alla lenta ma inesorabile sottrazione dei nostri diritti. Il rimedio siamo noi. Qualcuno ha detto: “Se i cattivi prosperano è perchè i buoni sono stati a guardare”. L’insegnamento che ci tramanda la Resistenza è quello di non stare a

guardare.

Soltanto nei momenti difficili ci si accorge di quanto è prezioso quello che si ha. A mio avviso, questi sono momenti difficili ma anche gratificanti per la passione, la forza e la decisione che scopriamo in noi stessi. Ci vorrà e ci sarà per l’Italia un terzo risorgimento con una partecipazione popolare pacifica e gioiosa.

Per concludere, vi leggo l’articolo 3 della Costituzione che è musica per le mie orecchie e spero lo sia anche per le vostre:

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese.”

 Buon 25 aprile a tutti!

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