Appello Anpi alle Istituzioni contro il neofascismo

Promossa dal Comitato permanente antifascista, partecipata manifestazione sabato 29 ottobre alla Loggia dei Mercanti di Milano per protestare contro il moltiplicarsi delle iniziative neofasciste.

Qui di seguito l’intervento di Roberto Cenati.

Ancora una volta siamo chiamati a rendere omaggio alla memoria dei Caduti per la Libertà e ai deportati scomparsi nei lager nazisti, in questa giornata in cui a Milano, Città medaglia d’Oro della Resistenza si stanno svolgendo iniziative del gruppo neofascista Forza Nuova, contro banche e usura, proprio in coincidenza con l’infausto anniversario della Marcia su Roma, con il quale è iniziato il tragico periodo della dittatura fascista che tante sciagure ha provocato nel nostro Paese. La nostra città rende sempre omaggio, nelle date poste a fondamento della nostra democrazia, e nei momenti difficili che la nostra città ha attraversato e attraversa a seguito del ripetersi di preoccupanti rigurgiti neofascisti e neonazisti, con l’apertura di nuove sedi e di nuovi punti di riferimento, al sacrario della Loggia dei Mercanti.

Questo luogo ha un grande significato per Milano. A poca distanza da qui, fuori da Palazzo Marino è affissa la motivazione della Medaglia d’Oro alla città di Milano che lega le epiche Cinque Giornate e il primo Risorgimento (quest’anno ricorre il 150° dell’Unità d’Italia) al Secondo Risorgimento, alla Resistenza.

 La deriva revisionista – Negli ultimi anni si è fatta sempre più intensa, nel nostro Paese, l’offensiva revisionista, volta, non solo a mettere sullo stesso piano repubblichini e partigiani, ma a rivalutare pienamente il fascismo e i suoi simboli.

 La proposta di Legge 3442 e i disegni di legge della destra – Alla Commissione Difesa della Camera dei Deputati è stata approvata la proposta di legge a firma Cirielli e Fontana che vuole disciplinare le associazioni combattenti e reduci affidando il tutto alla regia del Ministero della Difesa. Il punto grave è che chiunque abbia svolto attività militare, può reclamare il diritto di formare un’associazione di combattenti e reduci a prescindere da un criterio fondamentale: l’adesione ai valori della Costituzione. Questa norma può costituire la via per dare ai repubblichini di Salò il riconoscimento che cercano da anni.

Il 29 marzo 2011 viene presentato un altro progetto di legge, questa volta al Senato, che propone di abolire la XII norma transitoria e finale della Costituzione che “vieta la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista”.

In piena estate, poi, il governo aveva previsto l’abolizione delle festività laiche: 25 Aprile (data alla quale qualcuno vorrebbe sostituire il 18 aprile che ricorda la sconfitta del Fronte Popolare), 1° Maggio e 2 Giugno, suscitando l’immediata protesta e mobilitazione delle Associazioni resistenziali, delle forze politiche democratiche, e della stessa opinione pubblica. Le tre date, infatti, costituiscono qualcosa di più di semplici festività: si tratta di vere e proprie ricorrenze della civiltà, di date fondanti della nostra democrazia.

C’è quindi un clima favorevole ai rigurgiti, non solo per la deriva revisionistica cui sopra accennavo, ma anche per gli attacchi reiterati alla Costituzione, alle istituzioni di garanzia, alla magistratura, al capo dello Stato, che da mesi sono portati avanti con continuità dal Presidente del Consiglio.

L’ultra destra in Europa – Quello che maggiormente preoccupa è la presenza di un vento reazionario e populista che rischia di contagiare l’intera Europa. In Finlandia i Veri finlandesi, euroscettici e anti-immigrazione, sono la terza forza politica del Paese; in Ungheria, con il 16,7% dei voti il partito di estrema destra Jobbik (estimatore delle Croci frecciate, collaborazioniste dei nazisti durante l’occupazione tedesca) anti-rom e antisemita è entrato in Parlamento nel 2010. Lo stesso terribile eccidio compiuto ad Oslo è stato forse opera di una sola persona che però è rappresentativa di un segmento oscuro della società norvegese. Lo dimostra il fatto che l’autore di quella sanguinosa strage fosse attivo su un sito dell’estrema destra norvegese che ospitava interventi caratterizzati da sentimenti contrari all’immigrazione e xenofobi. Non è un caso che siano stati presi di mira proprio i giovani laburisti norvegesi proprio perché chiedevano una maggiore apertura e più multiculturalismo

Il rifiuto dello straniero, la chiusura delle frontiere mentali prima ancora che geografiche caratterizzano questi movimenti.

I movimenti neofascisti in Italia – Nel neofascismo italiano è in atto un’evoluzione: sempre più marcate si stanno manifestando le tendenze ad assumere o ricercare riferimenti non più solo nel ventennio mussoliniano, ma direttamente nel nazismo.

 Milano dice no al neofascismo – Non c’è dubbio che questi rigurgiti debbano essere considerati per quello che sono: cioè qualcosa di più e peggio di forme ascrivibili alla nostalgia. Occorre un impegno comune, delle istituzioni, dell’associazionismo, dei cittadini affinché queste iniziative neofasciste abbiano finalmente a cessare e diventino improponibili nella nostra città.

Chiediamo quindi alle istituzioni e alle Forze preposte alla difesa dell’Ordine Pubblico di dedicare particolare attenzione a questo preoccupante fenomeno e di intervenire per impedire che si svolgano a Milano manifestazioni pubbliche di matrice neofascista, perché in contrasto con lo spirito e i principi della nostra Carta Costituzionale.

Uno sforzo particolare va inoltre compiuto nella direzione di comprendere le ragioni di questi rinascenti fenomeni, denunciando le tolleranze, le connivenze, le protezioni, nella consapevolezza che il modo migliore per combattere ogni forma di fascismo è quello di togliergli l’humus su cui affonda le sue radici, il terreno su cui può attecchire, il clima complessivo che lo rende audace, le protezioni in cui confida.

 Il Comitato Permanente Antifascista – Il reiterarsi di manifestazioni e iniziative di tipo dichiaratamente fascista va contrastato con la più ampia unità dei democratici, degli antifascisti, delle forze politiche, sociali e sindacali realizzatasi nel Comitato Permanente Antifascista costituitosi a Milano, nel maggio 1969, all’indomani delle bombe neofasciste alla Fiera Campionaria e alla Stazione Centrale. Da allora il Comitato Permanente Antifascista è intervenuto puntualmente in tutte le gravi e laceranti vicende che, dalla strage di piazza Fontana, hanno segnato la vita della Repubblica. Per la sua iniziativa politica unitaria, forza mobilitativa e coerente fermezza, il Comitato è divenuto nella fase della strategia della tensione prima, e del terrorismo poi, punto di riferimento qualificato e riconosciuto dalle diverse componenti politiche, sociali e civili milanesi nella lotta contro il fascismo e il terrorismo, in difesa della repubblica e della democrazia.

 L’iniziativa culturale – Accanto alla indispensabile unità di tutti i democratici per contrastare questi preoccupanti fenomeni, è necessario sviluppare una intensa e continuativa iniziativa di carattere storico, culturale e ideale per vincere l’indifferenza di tanti nostri concittadini: dobbiamo far conoscere quello che è stato davvero il fascismo e per quale ragione ci siano ben pochi motivi per ricordarlo con nostalgia. La versione di un fascismo buono è falsa: lo dimostrano alcuni dati: 3.000 uccisi dal 1920 al 1925; 16.000 oppositori deferiti al Tribunale speciale, che ha comminato complessivamente 28.000 anni di carcere; 12.000 antifascisti inviati al confino; per non parlare delle leggi antisemite del 1938 con la partecipazione attiva dei repubblichini nella delazione e nella consegna ai tedeschi di nostri concittadini. A tutto ciò si devono aggiungere le drammatiche conseguenze provocate dalla Seconda Guerra Mondiale con la serie infinita di lutti, sofferenze e tragedie inflitte alla popolazione.

 La Costituzione Repubblicana: punto di riferimento imprescindibile – Nostro imprescindibile punto di riferimento deve essere la nostra Costituzione Repubblicana che, in tutto il suo spirito, nei suoi valori, nel suo complessivo sistema, contrasta con ogni forma di autoritarismo, di populismo, di intolleranza, e dunque con ogni tipo di fascismo, comunque si atteggi e di qualunque camicia si rivesta.

E’ mia profonda convinzione che non ci si debba limitare al fascismo in camicia nera, ma che sia necessario estendere la nostra azione a tutto ciò che sa di limitazione della libertà, di contestazione dei principi di fondo della nostra Costituzione, di disprezzo delle regole. Ciò che conta è tenere sempre presente la storia e ricordarci che essa ci insegna che i pericoli per la democrazia possono assumere aspetti multiformi e non debbono mai essere sottovalutati. Quando si osa proporre di modificare interi articoli della Carta Costituzionale, come l’articolo 1 o il 41, vuol dire che siamo già oltre il limite della tollerabilità ed è indispensabile reagire con forza e con fermezza.

 La Loggia dei Mercanti – Restituire dignità e decoro alla Loggia dei Mercanti, sotto la quale sorge il sacrario dei Caduti per la Libertà, come abbiamo richiesto nell’incontro con il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia, e rendere la Loggia un luogo della Memoria viva della nostra città, significa fare un importante passo avanti nella direzione di quella battaglia culturale cui prima accennavo. Qui sorgono il palazzo dei Giureconsulti e il Palazzo della Ragione, eretto nel 1233 e rimasto sede del Comune fino al 1770. Con il Castello, e Palazzo Marino, la Loggia costituisce il segno dei tre poteri civili di Milano che affermano la continuità della storia della nostra città, della sua tradizione civica, del suo essere luogo di emancipazione e progresso.

Milano è la città delle Cinque Giornate – E’ a Milano che si registra l’ingresso dei Socialisti a Palazzo Marino a seguito delle elezioni amministrative del 1889, è a Milano che avviene la prima solenne celebrazione del Primo Maggio nel 1890 e che viene costituita, sotto gli auspici del Comune, la prima Camera del Lavoro italiana, nel 1891 (di cui ricorre quest’anno il 120° anniversario della sua costituzione).

Ecco perché vogliamo rendere la Loggia dei Mercanti non solo luogo della memoria viva di Milano, ma anche della cultura, della storia della nostra città, nella consapevolezza che la conoscenza storica e culturale delle gloriose vicende cittadine possa costituire il miglior antidoto contro pericolosi richiami di natura eversiva e antidemocratica. La memoria, legata alla storia e alla iniziativa culturale sono la risposta più valida ed efficace che possiamo dare al preoccupante manifestarsi e rinnovarsi dei movimenti neofascisti e neonazisti a Milano.

Roberto Cenati

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