Relazione di Roberto Cenati all’Assemblea dei Presidenti Sezione – Sabato 3 Dicembre 2011

Il periodo di oltre vent’anni che va dal 1989 al 2010 può essere identificato come uno spazio di transizione tra il vecchio ordine costruito attorno alla contrapposizione Washington-Mosca e nuove forme di equilibrio che ancora tardano a emergere.

Questo ventennio di transizione si deve ricordare per due fattori: il primo è l’enorme velocizzazione delle relazioni internazionali.

Il secondo è il processo di ridefinizione dei rapporti di potere globali, caratterizzati prima dal tentativo solitario di egemonia americana e successivamente dall’emergere di nuove potenze regionali che mettono in discussione tanto l’egemonia americana quanto la possibilità di costruire un ordine internazionale basato sul paradigma postmoderno della globalizzazione.

L’esplosione del fattore temporale e la riduzione di quello spaziale appariva essere negli anni novanta un vantaggio strategico dell’Occidente nei confronti del resto del mondo. In un sistema in cui l’egemonia americano-occidentale non conosceva rivali possibili, rendere più piccolo il mondo e più veloci le forme di integrazione avrebbe dovuto portare ad una rapida occidentalizzazione del pianeta trasformando la superiorità occidentale in predominio.

Talbott, vicesegretario di Stato durante le presidenze Clinton, vedeva per gli Usa la possibilità di cessare di essere un semplice stato per divenire una “nazione globale”, ossia la nazione che pone fine alla storia delle nazioni.

Ma così non è avvenuto perché in quegli stessi anni alcuni grandi paesi emergenti hanno continuato a lavorare per costruire le basi della propria ascesa nel sistema internazionale. Se la globalizzazione ha depotenziato la sovranità degli Stati postmoderni, diversa è la questione per quanto riguarda gli stati che possiamo definire moderni, quali ad esempio possono essere considerate tutte e quattro le grandi potenze emergenti come la Cina, la Russia, il Brasile e l’India. Per questi paesi la globalizzazione degli anni duemila ha comportato non solo benefici di natura economica, ma un’occasione di rafforzamento delle strutture statali.

Nessuno di questi Paesi potrà contestare il primato mondiale agli Stati Uniti, ma la redistribuzione della potenza economica dall’Occidente verso l’Oriente ha già creato un mondo economicamente multipolare.

L’Europa

In un mondo che sta cambiando in profondità a ritmi rapidissimi, l’Europa appare come potenza addormentata, che non partecipa alla storia del presente. Non l’ha svegliata la fine della guerra fredda. Non sono bastate a destarla le vicissitudini di un dominio americano sul mondo che si è infranto prima in guerre fallimentari, poi nella crisi finanziaria del 2008.

La crisi che attraversiamo è tale che, senza trasformazioni decisive dell’Unione c’è poco da sperare. Bisogna davvero essere lenti a capire per pensare, dopo il tremendo biennio 2007-2009, che i mercati siano tutto e talmente bravi ed efficaci da dettare legge. Che la moneta unica e la prosperità del vecchio continente possano sussistere senza un potere

politico, alle spalle, che coincida con l’area dell’euro. Nonostante questo suo impazzimento l’economia continua ad essere l’idolo davanti al quale la politica, svuotata dal di dentro, senza timoniere, molto pragmaticamente si adatta.

E’ come se l’Europa non avesse, nel proprio bagaglio, una grande cultura fatta di scetticismo verso i mercati e il predominio dell’economia: una cultura che ha saputo inventare la democrazia, la separazione dei poteri, l’autonomia della politica, lo Stato sociale. Una cultura che nel dopoguerra ha dato vita a un’unione di stati consapevoli dei propri limiti e decisi a mettere insieme le proprie vecchie sovranità.

L’Unione europea è da almeno dieci anni in mezzo al guado. L’euro ha dieci anni di vita e altrettanti ne ha la Banca centrale che emette la moneta comune. La BCE è la sola Banca centrale che non abbia alle sue spalle uno stato, perché l’Unione non lo è. Una siffatta banca centrale rappresenta quindi un’anomalia che la rende più indipendente di tutte le altre dal potere politico, ma nel contempo più fragile. E’ ormai chiaro che questa fase di transizione deve finire.

Può finire in due modi: facendo diventare l’Unione uno stato, con un suo bilancio, una sua fiscalità, un Parlamento con candidature europee anziché nazionali, una sua politica estera. L’altra strada è quella proposta dalla Germania e dalla Francia: invece d’una cessione di sovranità dagli stati dell’Unione, una delega ai paesi più forti per governare l’economia e la finanza dell’intera Unione. Insomma, un direttorio dotato di ampi poteri. . E’ quanto si è verificato per la Grecia che non si è trovata di fronte il Consiglio Europeo, né la Commissione o il Parlamento Europeo, ma l’asse franco-tedesco, le cui banche sono le sue più grosse creditrici. Sono dunque la Germania e la Francia a porsi di fronte alla Grecia e sono loro a predisporre il piano di salvataggio.

Convegno regionale sull’Europa

Richiamandoci al manifesto di Ventotene di Altiero Spinelli credo sia opportuno avviare una riflessione profonda sull’Europa, magari ipotizzando un Convegno a livello regionale che potrebbe avere come base di partenza il tema della Resistenza Europea per giungere a quello dell’unità politica e democratica dell’Europa.

La caduta di Berlusconi

Con le dimissioni del governo di centro destra guidato da Silvio Berlusconi si chiude un periodo di decadenza economica, sociale e civile del nostro Paese, spinto nelle ultime settimane, dalla gravissima crisi economica e dal discredito internazionale, sull’orlo del baratro. Il Paese non ha solo bisogno di risolvere una grave crisi economica, ma anche di uscire da una profonda crisi etica e di valori. Ma uscire dal berlusconismo e voltare pagina non è impresa che si possa affidare soltanto a un governo. E’ una grande battaglia culturale da condurre nella società contro la degenerazione politica e morale del Paese, i modelli dell’individualismo, del successo, dell’arricchimento facile, diffusi negli ultimi decenni. Arialdo Banfi che a lungo è stato Vice-Presidente dell’ANPI Provinciale e Nazionale sosteneva di aver sempre “rimproverato l’ANPI di fare troppa politica e troppo poca cultura: la cultura resta, la politica si evolve continuamente”.

Il governo Monti

Il compito del nuovo governo, di riuscire a risollevare il Paese dal baratro in cui è caduto, restituendo fiducia e speranza a tanti cittadini e cittadine, associando rigore ed equità, è estremamente impegnativo.

Il balzo all’indietro dell’economia è un dato di fatto: stiamo rischiando di rientrare in recessione come nel 2008,

Stiamo attraversando una crisi sociale molto grave e pericolosa per i suoi risvolti: i redditi da lavoro sono tra i più bassi d’Europa e così le pensioni (ora si vorrebbe bloccare l’adeguamento delle pensioni all’inflazione), la disoccupazione soprattutto giovanile ha assunto aspetti drammatici. I provvedimenti auspicabili sarebbero quelli di una tassazione sui grandi patrimoni, evitando di toccare ancora una volta le pensioni. In sette anni dal 2004 al 2011 la curva della spesa pensionistica è scesa di un punto percentuale rispetto al Prodotto interno lordo. Non penso che l’allungamento dell’età pensionabile possa costituire un passo in avanti per la soluzione dei problemi del Paese, tra i quali vi è la gravissima piaga della disoccupazione giovanile. Bisogna poi tenere presente che l’aggravamento del deficit dell’INPS deriva dalla convivenza al suo interno della previdenza e dell’assistenza. Da decenni il sindacato richiede la loro separazione. Ritengo, infine, impensabile il rilancio dell’economia se si deprimono ulteriormente la domanda e i redditi da lavoro. C’è il pericolo, inoltre, che su questi temi la Lega possa diventare paladina della battaglia per la difesa del sistema pensionistico e si possa fare interprete di un diffuso malcontento sociale.

Rigurgiti neofascisti

Proprio recentemente la Provincia di Milano ha allestito una mostra a Palazzo Isimbardi che, nella parte riguardante la Seconda Guerra Mondiale, ha costituito una grave offesa alla Resistenza italiana e a tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per la libertà e la democrazia.

La scorsa settimana la pressione esercitata dall’ANPI, dalle Associazioni della Resistenza, dalla Comunità Ebraica milanese, dal Sindacato, dai Gruppi Consiliari di centro sinistra della Provincia ha indotto l’Amministrazione Provinciale a revocare l’utilizzo della Sala degli Affreschi di Palazzo Isimbardi nella quale il gruppo neofascista Casa Pound avrebbe voluto organizzare un’iniziativa per Sabato 3 dicembre 2011. La Provincia tende a diventare punto di riferimento, a Milano e nell’hinterland, dei movimenti neofascisti e neonazisti.

Rispetto delle regole interne

Vorrei a questo proposito richiamare l’attenzione su un fatto avvenuto proprio in questa circostanza. Abbiamo inviato come ANPI una lettera riservata al Presidente della Provincia Podestà, che inspiegabilmente (forse perché riservata) è finita sul sito dell’ANPI Nazionale, dopo essere circolata anche in rete. Non so come ciò sia potuto accadere. Vorrei a questo proposito richiamare tutti i Presidenti di Sezione che usano internet a non abusare di questo strumento e a non precipitarsi a far circolare notizie e informazioni la cui diffusione potrebbe nuocere alla linea decisa, come in questo caso, a livello provinciale e volta a privilegiare la riservatezza. E’ necessario che tutto sia sempre riconducibile ad unità di intenti e di finalità, che la stessa autonomia delle Sezioni sia sempre ricondotta ad un corretto rapporto con gli organismi provinciali. Se così non fosse avremmo una sorta di anarchia, mentre è necessario mantenere sempre un corretto equilibrio tra la giusta esigenza di autonomia e la riconducibilità a disegni e finalità più complessivi, quanto meno nell’area provinciale.

Piazza Fontana

Quest’anno la manifestazione e le iniziative sulla strage di Piazza Fontana avranno una particolare caratterizzazione. Alle 14,30 a Palazzo Marino si svolgerà un Consiglio

Comunale aperto alla cittadinanza nel corso del quale, oltre a Basilio Rizzo, Presidente del Consiglio Comunale e a Carlo Arnoldi, Presidente dell’Associazione Familiari di piazza Fontana, interverrà il Sindaco Giuliano Pisapia.

Dopo gli anni delle giunte Albertini e Moratti il Comune di Milano ha deciso di dare particolare solennità a questa importante ricorrenza.

Al termine della deposizione delle corone alle 16,37 in piazza Fontana, da piazza della Scala partirà il corteo che confluirà in piazza Fontana, dove prenderanno la parola: Carlo Arnoldi, Danilo Galvagni della Cisl e Carlo Smuraglia. Saranno presenti i rappresentanti delle istituzioni (non prenderanno la parola). Raccomandazione: tutto deve svolgersi correttamente, senza contestazioni e problemi. Abbiamo lavorato a lungo per garantire al meglio la riuscita della manifestazione che non deve essere turbata da incidenti di qualsiasi tipo.

Martedì 13 dicembre alla sala Buozzi della Camera del Lavoro: presentazione del libro di Fortunato Zinni, con l’intervento del giudice Salvini.

Necessario garantire un adeguato servizio d’ordine. A questo proposito vi chiedo di lasciare i nominativi di chi è disponibile ad Ivano Tajetti che, con Camerini è responsabile del servizio d’ordine.

IMPEGNI ANPI PROVINCIALE

L’ANPI Provinciale è impegnata su una serie importante di terreni: tesseramento, formazione dei quadri, comunicazione, iniziative di carattere culturale.

Impegno sulla formazione

– partirà con cadenza settimanale (ogni giovedì dalle 17,30 alle 19,30) dai primi di febbraio 2012 ai primi di marzo un corso tenuto da Luigi Borgomaneri e da Luigi Ganapini, per insegnanti e Presidenti di Sezione, sulla Seconda Guerra Mondiale, la Resistenza e la Repubblica di Salò. Si articolerà in cinque-sei incontri;

– seguiranno cinque incontri alla Casa della Cultura su antifascismo ieri e oggi (gruppo di lavoro costituito da: Oriani, Vegetti, Rasmussen, Capelli e Paolucci) da svolgersi con periodicità settimanale o quindicinale a partire da metà marzo, sino a metà maggio;

Stampa e comunicazione

L’Anpi Provinciale ha deciso di dare vita ad un mensile on-line. Lo scopo è quello di raccogliere informazioni, notizie, immagini sulle iniziative delle nostre Sezioni e di dare indicazioni rapide e sommarie sulle principali questioni sulle quali sarebbe opportuno richiamare l’attenzione di tutti. L’impostazione che vogliamo dare a questo notiziario è però diversa da quelle che abbiamo sperimentato nel passato. Nostro intendimento non è tanto di effettuare il resoconto delle iniziative svolte, ma di far circolare le notizie relative a quelle programmate.

Per questo facciamo un appello a tutte le Sezioni perché ci segnalino, per tempo, all’inizio di ogni mese, il loro programma. Sarà poi nostra cura pubblicizzare le iniziative più significative, rendendole patrimonio comune.

Un’ultima considerazione: bisogna fare in modo che questo nostro notiziario che verrà diffuso via internet, non rimanga nel cassetto e sia visto soltanto dal Presidente o dal primo destinatario. Occorre che venga diffuso, che giunga possibilmente a tutti gli iscritti e

non si fermi soltanto a chi il computer sa usarlo. C’è quindi uno sforzo da compiere, ma esso è veramente importante, se vogliamo essere all’altezza dei delicatissimi compiti che ci attendono nei prossimi mesi.

Rapporto continuativo con i Presidenti e assemblee annuali

– Intendiamo mantenere un rapporto continuativo con i Presidenti di Sezione Milano e Provincia.

– Da dicembre sino a febbraio dovranno svolgersi le Assemblee annuali di Sezione, che però non devono avere un carattere rituale e formale. Lo sforzo deve essere rivolto a garantire la partecipazione di un notevole numero di iscritti e simpatizzanti, con i quali avviare un dialogo vero sulle questioni riguardanti l’iniziativa politica e il rafforzamento organizzativo della nostra Associazione attraverso la campagna del tesseramento.

Rafforzamento organizzativo

– Siamo impegnati a rafforzare i Coordinamenti nelle nove zone della Città, tanto più importanti in questa fase in cui abbiamo nei nove Consigli di Zona, maggioranze di centro-sinistra;

– Sabato 29 Ottobre si è svolto un incontro con i Presidenti di Sezione della Provincia nel corso del quale si è esaminata l’ipotesi sull’accorpamento delle zone, sulla base dei collegi provinciali, formulata dalla responsabile della provincia, Nora Radice. Nostra intenzione è quella di individuare responsabili o referenti nelle zone della Provincia, per consolidare e agevolare il rapporto con il Comitato Provinciale.

Università milanesi e Scuole

Nostra intenzione è di stabilire un rapporto stabile, non soltanto con tutte le scuole di ogni ordine e grado, ma anche con le Università milanesi, nella prospettiva di costituire sezioni universitarie.

– E’ stata predisposta una lettera per le Università milanesi da inviare ai docenti, con l’invito a momenti di incontro con noi.

– Stiamo cercando di mettere insieme un gruppo costituito da docenti universitari e studenti

Iniziative culturale e memoria storica

Intenso è il nostro impegno a promuovere iniziative di carattere culturale, come la presentazione di libri, allo scopo di rendere viva e di attualizzare la memoria storica.

Casa della Memoria

– Abbiamo incontrato il 26 Ottobre scorso, insieme all’ANED l’Assessore all’urbanistica De Cesaris che ha invitato i futuri inquilini (ANPI, ANED, INSMLI, AIVITER, Familiari di Piazza Fontana) a decidere rapidamente gli spazi, entro la fine di novembre, perché i lavori possano partire alla fine del 2012. Successivamente si è svolta una serie di incontri con i progettisti della Casa della Memoria per definire gli spazi da riservare alle cinque Associazioni che ne faranno parte: ANPI, ANED, Associazione Familiari di Piazza Fontana, Associazione Vittime Terrorismo e Istituto Nazionale Storia del Movimento di Liberazione.

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