Giovanni Pesce, una vita “Senza Tregua”

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Il 27 luglio del 2007 ci lasciava Giovanni Pesce, leggendario comandante partigiano, compagno indimenticabile. Era ancora un bambino quando la sua famiglia dovette emigrare in Francia.

A 13 anni era già al lavoro in una miniera della Grand’Combe, la zona mineraria delle Cevennes in cui vivevano i suoi. Aderì ancora ragazzino al Partito comunista e divenne anche segretario della Sezione giovanile. Fu uno dei discorsi a Parigi di Dolores Ibarruri, la “Pasionaria”, a convincerlo della necessità di arruolarsi nelle Brigate Internazionali, che nella Guerra civile spagnola sostenevano il regime democratico contro i fascisti di Franco.

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Milano ricorda l’eccidio dei Martiri di via Tibaldi

Milano ricorda ogni anno l’eccidio avvenuto il 28 Agosto 1944 in via Tibaldi, dove un plotone della legione Ettore Muti fucilò, dopo aver terribilmente seviziato, quattro partigiani appartenenti al Gap Mendel: Albino Abico di 25 anni (Medaglia d’Argento al valor Militare), Giovanni Alippi di anni ventiquattro, Bruno Clapiz di anni quarantuno, Maurizio Del Sale di anni quarantasette.

Abico, Alippi e Del Sale facevano parte di un gruppo costituitosi nella primavera del 1944 a Baggio. Successivamente i tre presero contatto con i Gap di Ruggero Brambilla (Nello) e trasportarono un carico d’armi in Val d’Ossola dove rimasero qualche giorno presso l’85a brigata d’assalto Garibaldi.

Quando ridiscesero, con loro c’era anche Bruno Clapiz. In Milano formavano così il Gap distaccato della 85a brigata, in collegamento e alle dipendenze di Brambilla, con il compito di contribuire ad approvvigionare del necessario la brigata di montagna.

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25 Luglio 2012: Pastasciutta di Papà Cervi

Presso il Campo Sportivo Sandro Pertini – Cornaredo.

Ore 20,00 Cena al ristorante, menù libero.

Non appena avuta la notizia della caduta di Mussolini e del regime fascista, “Papà” Alcide Cervi decide di festeggiare offrendo pastasciutta a tutta la cittadinanza di Campegine.

“Il più bel funerale del fascismo” disse. Ogni 25 luglio ancora oggi a Campegine si rievoca, uguale ad allora, la giornata di festa.

25 Luglio 2012: “La pastasciutta antifascista”

COMUNICATO STAMPA 

Il 25 luglio ANPI Nazionale e Istituto Alcide Cervi insieme per una grande campagna di contrasto al neofascismo e di rilancio dell’antifascismo.

“Benché in Italia esista un gruppo consistente, diffuso e coerente di veri, sinceri e impegnati antifascisti, non c’è dubbio che il Paese avrebbe bisogno di una forte iniezione di antifascismo, capace di diffonderlo fra i cittadini e di farlo penetrare nella cittadella delle istituzioni, come condizione essenziale per il consolidamento della democrazia”

Inizia così un documento attraverso il quale l’ANPI Nazionale e l’Istituto Alcide Cervi lanceranno il 25 luglio – in occasione della tradizionale “pastasciuttata” a ricordo di quella con cui 69 anni fa si festeggiò a Casa Cervi la caduta del fascismo – una grande campagna nazionale di contrasto al fenomeno del neofascismo che in Italia, ma non solo, sta vivendo una fase di forte crescita, radicamento e intensificazione di atti di violenza spesso con la protezione e l’incoraggiamento anche di pubblici amministratori.

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23 Settembre 2012: “Un percorso della Memoria”

DOMENICA 23 Settembre 2012 la sezione A.N.P.I. di Rogoredo e Buccinasco promuovono “un percorso della memoria” al Museo della Resistenza Piacentina in località Sperongia di Morfasso (PC)

PROGRAMMA:

  •  Ore 08.00 Ritrovo dei partecipanti e partenza pullman in via Rogoredo angolo via Freikofel (*)
  •  Ore 10.00 Sperongia visita al Museo della Resistenza Piacentina
  •  Ore 12.15 Morfasso posa della corona al monumento dei caduti della Divisione val d’Arda
  •  Ore 13.00 San Michele di Morfasso sosta per pranzo presso Agriturismo “ La Risorgiva”
  •  Ore 15.30 Velleia Romana definita da alcuni esperti la “Pompei del Nord”
  •  Ore 17.00 Val Chero fermata c/o Azienda vinicola
  •  Ore 17.30 Partenza per rientro Milano (arrivo ore 19.00 c.a.)

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1993, la bomba-trappola fa strage in via Palestro

Scarica l’invito del Sindaco 

(fonte: archivio storico del Corriere della Sera – Articolo del 1993) Una sera d’estate. Maledetta. Il terrore. I morti e i feriti. Il fumo acre e i rottami. I vetri e gli infissi delle case in frantumi. Il viavai di ambulanze, gli allarmi impazziti, le sirene che gelano il sangue e i lampeggianti di polizia e carabinieri.

Sono passate da poco le 23 del 27 luglio 1993 e in via Palestro alcune persone notano che da una Fiat Uno di color grigio parcheggiata davanti al Museo di arte contemporanea esce un filo di fumo biancastro. Fermano una pattuglia di vigili urbani. I vigili si avvicinano all’ auto per un controllo.

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L’ANPI NAZIONALE: “Il 25 aprile, l’1 maggio e il 2 giugno non si toccano. Sono i valori su cui si fonda la Repubblica”

“Non ci si dica che non ci sono altri strumenti per incrementare la produttività e far crescere il P.I.L.; ci sono provvedimenti in corso di esame, da tempo preannunciati, di cui si può accelerare l’iter; e ce ne sono altri, da molti invocati (la patrimoniale, per fare un esempio) che a torto si finge di ritenere improponibili”

Secondo notizie di stampa, il Governo si appresterebbe a procedere ad alcuni accorpamenti di festività, per aumentare la produttività.

Nella “scure” incapperebbero anche le tre festività ben note per essere state già oggetto di tentativi analoghi (25 aprile, 1 maggio, 2 giugno). Dobbiamo essere estremamente chiari: non abbiamo – ovviamente – obiezioni di fronte ai sacrifici che possono essere chiesti ai cittadini in una fase difficile per il Paese; ma che si debba rinunciare alla storia, a quelli che sono i fondamenti comuni del nostro vivere civile, ci sembra davvero troppo.

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