23 Settembre 2012: “Un percorso della Memoria”

DOMENICA 23 Settembre 2012 la sezione A.N.P.I. di Rogoredo e Buccinasco promuovono “un percorso della memoria” al Museo della Resistenza Piacentina in località Sperongia di Morfasso (PC)

PROGRAMMA:

  •  Ore 08.00 Ritrovo dei partecipanti e partenza pullman in via Rogoredo angolo via Freikofel (*)
  •  Ore 10.00 Sperongia visita al Museo della Resistenza Piacentina
  •  Ore 12.15 Morfasso posa della corona al monumento dei caduti della Divisione val d’Arda
  •  Ore 13.00 San Michele di Morfasso sosta per pranzo presso Agriturismo “ La Risorgiva”
  •  Ore 15.30 Velleia Romana definita da alcuni esperti la “Pompei del Nord”
  •  Ore 17.00 Val Chero fermata c/o Azienda vinicola
  •  Ore 17.30 Partenza per rientro Milano (arrivo ore 19.00 c.a.)

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1993, la bomba-trappola fa strage in via Palestro

Scarica l’invito del Sindaco 

(fonte: archivio storico del Corriere della Sera – Articolo del 1993) Una sera d’estate. Maledetta. Il terrore. I morti e i feriti. Il fumo acre e i rottami. I vetri e gli infissi delle case in frantumi. Il viavai di ambulanze, gli allarmi impazziti, le sirene che gelano il sangue e i lampeggianti di polizia e carabinieri.

Sono passate da poco le 23 del 27 luglio 1993 e in via Palestro alcune persone notano che da una Fiat Uno di color grigio parcheggiata davanti al Museo di arte contemporanea esce un filo di fumo biancastro. Fermano una pattuglia di vigili urbani. I vigili si avvicinano all’ auto per un controllo.

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L’ANPI NAZIONALE: “Il 25 aprile, l’1 maggio e il 2 giugno non si toccano. Sono i valori su cui si fonda la Repubblica”

“Non ci si dica che non ci sono altri strumenti per incrementare la produttività e far crescere il P.I.L.; ci sono provvedimenti in corso di esame, da tempo preannunciati, di cui si può accelerare l’iter; e ce ne sono altri, da molti invocati (la patrimoniale, per fare un esempio) che a torto si finge di ritenere improponibili”

Secondo notizie di stampa, il Governo si appresterebbe a procedere ad alcuni accorpamenti di festività, per aumentare la produttività.

Nella “scure” incapperebbero anche le tre festività ben note per essere state già oggetto di tentativi analoghi (25 aprile, 1 maggio, 2 giugno). Dobbiamo essere estremamente chiari: non abbiamo – ovviamente – obiezioni di fronte ai sacrifici che possono essere chiesti ai cittadini in una fase difficile per il Paese; ma che si debba rinunciare alla storia, a quelli che sono i fondamenti comuni del nostro vivere civile, ci sembra davvero troppo.

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