Comunicato Coordinamento ANPI del Magentino: “No alle mafie”

COMUNICATO AI CITTADINI E A TUTTE LE FORZE DEMOCRATICHE E ANTIFASCISTE

RESISTENZA – COSTITUZIONE – DEMOCRAZIA

Sono queste le parole che esprimono i valori sui quali si fonda l’ordinamento del nostro Stato, delle nostre Regioni, dei nostri Paesi. Gli eventi riportati dalle cronache di numerosi giornali, hanno posto in evidenza azioni di corruzione politica, accertata mediante indagini della procura, che hanno determinato il percorso di governo di alcuni amministratori di centro-destra, sia in Regione, sia nel territorio magentino, fra cui il primo cittadino del comune di Sedriano; per costoro la magistratura ha disposto gli arresti, ritenendoli collusi con gli ambienti mafiosi, che da tempo operano nei territori della cintura periferica di Milano.

La gravità di tali episodi suscita estrema preoccupazione, mortificando e oltraggiando la nostra storia e la democrazia. L’ANPI, in qualità di ente custode della memoria storica della Resistenza, da cui è nata la nostra Costituzione, nella quale sono sanciti i valori di legalità e giustizia: esprime profondo sdegno per gli avvenimenti che hanno visto coinvolti e asserviti alla fitta rete di mafia vari personaggi della politica locale e regionale, i quali illegalmente hanno potuto assumere cariche istituzionali, violando così i principi di democrazia sanciti nella Carta Costituzionale.

Afferma che la Costituzione, entrata in vigore il 1° gennaio del 1948, stabilisce principi, regole e obblighi che definiscono con chiarezza l’identità politica e sociale della nostra Nazione: il lavoro come fondamento della Repubblica; la sovranità che appartiene al popolo il quale la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione stessa (articolo 1).

Chiede le dimissioni da tutte le cariche pubbliche di coloro che sono implicati in questi gravissimi fatti.

Fa appello a tutte le forze politiche, sindacali, associazionistiche, ai cittadini onesti affinché si attivino per proteggere la democrazia, ripopolandola con l’esercizio della vigilanza e della partecipazione attiva . Occorre un gesto comune di orgoglio, per riaffermare i principi di democrazia partecipata, di genere, economica e non solo politica, che esca dal «palazzo» ed entri nella cultura di tutti.

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