La scomparsa di Giuliano Gilberti. Il saluto di Roberto Cenati a nome dell’ANPI Provinciale di Milano 7 Novembre 2012

Ho conosciuto Gilberti nel 1997, quando ho cominciato a frequentare costantemente l’ANPI di Milano. Lo conosco quindi da più di quindici anni, anche se non sono tra coloro che hanno avuto il piacere di incontrarlo molto prima di me, come la Ceda, Elio Oggioni e tanti altri nostri compagni.

Gilberti ha dato la sua attività all’Anpi, ininterrottamente, sin dal lontano 1946. dapprima, nei ritagli di tempo, tra un turno e l’altro, quando lavorava all’OM FIAT, successivamente in modo ancora più continuativo, quando ha raggiunto l’età della pensione.

E’ stato la colonna portante della nostra Associazione: il punto di riferimento ultradecennale per il tesseramento, il bilancio, le manifestazioni, gli appuntamenti più importanti come il 25 aprile, piazza Fontana, il Giorno della Memoria. Gilberti sapeva tutto anche sotto il profilo non sempre facile costituito dal cerimoniale: come doveva essere l’ordine delle sfilate, quali gli striscioni da portare, come si dovevano avvicendarsi gli interventi nel corso delle commemorazioni, veniva sempre nella sede dell’ANPI di Via Mascagni ogni pomeriggio, attorno alle 15,00 e molte volte anche prima.

Era quasi sempre l’ultimo a lasciare la nostra sede e molto spesso si portava a casa il lavoro arretrato che non riusciva a smaltire. Durante il giorno, infatti, era sempre preso a rispondere alle telefonate o a dare retta ai compagni che venivano all’ANPI per ritirare le tessere o altro materiale.

Per ognuno aveva una parola, con ognuno commentava volentieri la situazione politica o lo stato della nostra Associazione. Gilberti ha vissuto anche con sofferenza le profonde trasformazioni verificatesi nel corso del tempo.

Con la scomparsa dei grandi partiti della sinistra, dei grandi complessi industriali, delle grandi fabbriche, anche l’ANPI ne ha risentito. Mobilitare gli attivisti è diventato un lavoro molto più impegnativo di quando, come diceva Gilberti, bastava “un fischio”, una telefonata per riempire le piazze, nei momenti critici che la nostra città ha attraversato nel corso del dopoguerra e soprattutto negli anni della strategia della tensione e del terrorismo.

Eppure nonostante le difficoltà, i nuovi mezzi di informazione e le nuove tecnologie, nei confronti delle quali aveva un istintivo rifiuto, Gilberti continuava ostinatamente il proprio lavoro. Un lavoro non appariscente ma fondamentale, in una società nella quale sembrano invece contare soltanto la visibilità e l’apparire. I suoi strumenti non erano il computer ma la sua inseparabile macchina da scrivere che aveva voluto traslocare da via Mascagni e il telefono (ora troppo poco usato da tutti noi), con il quale scambiava delle opinioni, dei pareri, con i compagni. Ed è anche grazie a lui, alla cura che ha dedicato al problema del tesseramento che l’ANPI provinciale di Milano è diventata la prima ANPI d’Italia.

Gilberti veniva dall’antica scuola che considerava importante che l’Associazione non fosse leggera, ma si consolidasse sul territorio, anche se era molto attento e consapevole del processo di trasformazione che stava interessando ed interessa la nostra Associazione, con l’apertura agli antifascisti e ai giovani.

Caro Giuliano, sino all’ultimo giorno ti sei recato nella nostra sede, ora in Via San Marco, con grande fatica, soprattutto negli ultimi tempi. Ti muovevi lentamente, ma non facevi pesare a nessuno questa tua sofferenza.

Continuavi, come se niente fosse quel lavoro di estrema importanza per tutti noi che avevi iniziato nel 1946. Ora ti diciamo: riposa in pace. Ma noi dobbiamo continuare quel lavoro così importante anche se poco appariscente al quale hai dedicato tutta la tua vita: il tesseramento e il rafforzamento della nostra Associazione.

Grazie Giuliano per quello che hai fatto per tutti noi.

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