Commemorazione di Orfeo Gagliardini – Intervento di Roberto Cenati

Ho avuto modo di conoscere Orfeo Gagliardini, diversi anni fa, nelle riunioni che si svolgevano nella sede dell’ANPI di Milano in via Mascagni, con Tino Casali. E ho sempre avuto l’impressione di trovarmi di fronte ad un uomo di alto spessore, che si era formato negli anni della clandestinità e della lotta contro il nazifascismo.

Una delle ultime volte in cui l’ho sentito è stato quando gli ho chiesto, non conoscendo bene le sue vicende resistenziali, se poteva rilasciare una sua testimonianza su Milano, in particolare sull’eccidio di piazzale Loreto. Orfeo proveniva da famiglia antifascista: il padre era socialista e non gli permetteva di indossare la divisa militare obbligatoria, quando Orfeo faceva il pre-militare, anche se questo costò ad Orfeo “botte da orbi” da parte di un capitano fascista.

Questa fase questa della sua vita certamente favorì la sua maturazione politica che raggiunge il suo culmine negli anni in cui Orfeo presta il servizio militare. Orfeo in una bella intervista spiega come sia diventato antifascista. Era militare a Bologna e con il suo plotone aveva assistito, come servizio d’ordine, ad un corteo di operai per il Primo maggio.

Subito aveva simpatizzato con quei lavoratori che sentiva come suoi fratelli e che portavano un garofano rosso all’occhiello. Poi, sempre a Bologna, conosce una ragazza, di cui si innamora, il cui padre è comunista. Da quell’incontro è nata la sua decisione di iscriversi al Partito Comunista. Orfeo, durante il servizio militare, subisce un intervento alle tonsille e viene mandato in convalescenza a Milano. Durante il viaggio che lo porta a Milano, viene proclamato l’armistizio.

Fu la sua fortuna, perché proprio in quei giorni il terzo carristi di Bologna che aveva sede in via Silvio Pellico, fu circondato dai tedeschi e tutti i militari vennero deportati in Germania. A Milano Orfeo sceglie di salire in montagna e si aggrega alla 40° Brigata Garibaldi in Valtellina che riceve pochi lanci dagli Alleati, soprattutto di viveri. Il 6 giugno 1944 alle 4,30 inizia un terribile rastrellamento. Ci sono morti, e numerosi suoi compagni vengono deportati in Germania. I suoi compagni riescono a fargli sapere che è ricercato. Orfeo si rifugia da un suo zio a Milano, in via Conegliano 4, poi decide di rifugiarsi in Brianza, per non mettere a rischio la famiglia che lo ospita, formando la 104° Brigata Garibaldi.

La sua battaglia è durata così dall’8 settembre 1943 sino al 25 aprile 1945. Orfeo ha partecipato a numerose azioni militari: la più gloriosa fu la cattura del gerarca fascista Farinacci. Nel dopoguerra per tutta la sua intera vita Orfeo ha militato nel Partito Comunista Italiano, nel sindacato dei tranvieri e nell’ANPI.

Da decenni ha fatto parte del Comitato Provinciale dell’ANPI di Milano, ed attualmente era Presidente onorario della sezione ANPI dell’ATM. Con Orfeo perdiamo un partigiano, un combattente per la libertà, la democrazia, per una società più libera e più giusta, per la difesa e l’attuazione della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza.

Ora caro Orfeo ti diciamo: riposa in pace. Ma noi dobbiamo, con il nostro impegno e la nostra lotta essere degni degli ideali per i quali Orfeo ha dedicato tutta la sua vita.

Milano 8 novembre 2012

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