70° Anniversario della Resistenza e della Liberazione

Manifesto 15_marzo_70x100“In quei giorni del marzo ’44 un milione di lavoratori incrociò le braccia”

SABATO 15 MARZO 2014, ORE 9,30-12,30 – MILANO, PALAZZO MARINO SALA DEGLI ALESSI

Programma

SALUTI

  • GIULIANO PISAPIA, Sindaco di Milano
  • MARIO ARTALI, Presidente Nazionale FIAP
  • GUIDO DE CARLI, Presidente Nazionale FIVL

INTERVENTI

  • ADOLFO PEPE, Storico
  • LUIGI BORGOMANERI, Storico
  • SUSANNA CAMUSSO, Segretario Generale CGIL

CONCLUSIONI

  • CARLO SMURAGLIA, Presidente Nazionale ANPI

CONDUCONO

  • ROBERTO CENATI, Presidente ANPI Provinciale Milano
  • GRAZIANO GORLA, Segretario Generale CGIL di Milano

Intervento di Roberto Cenati a Pessano con Bornago – Domenica 9 Marzo 2014

Intervento di Roberto Cenati a Pessano con BornagoOggi siamo qui a ricordare il barbaro eccidio dei 7 Partigiani trucidati, a Pessano con Bornago, da un plotone composto da tedeschi e repubblichini su ordine del comando militare tedesco il 9 Marzo del 1945. La fucilazione avviene, come atto di rappresaglia, a seguito di un’azione compiuta l’8 marzo 1945, contro il comandante dell’organizzazione Speer di Pessano con Bornago, da parte di una Squadra di azione patriottica. La Sap faceva parte della 184a Brigata Garibaldi Falck di Sesto San Giovanni che era alla ricerca di armi. La notizia si diffonde rapidamente in tutto il paese, suscitando terrore nella previsione di una feroce rappresaglia nazifascista. Tutti gli uomini fino a cinquant’anni e i giovani fuggono quella sera da Pessano, nel timore di un rastrellamento generale. Cominciano gli interrogatori e le minacce contro i cittadini, nonostante l’intervento del parroco volto a scagionare la popolazione. Il 9 marzo 1945 alle ore 18,10 un camion, scortato da militari tedeschi e italiani, trasporta al comando tedesco, presso le scuole elementari, otto ostaggi, provenienti dal carcere di Monza. Alle 18,50 sette partigiani vengono fucilati sul posto dove era stato ferito l’ufficiale tedesco. Il giovane partigiano Carletto Vismara viene risparmiato solo per la sua giovane età. Si salva così da una atroce morte, ma lo si costringe ad assistere al compiersi dell’eccidio.

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