Intervento di Roberto Cenati alla manifestazione nazionale a Milano Venerdì 25 Aprile 2014

duomo piazza 2014Ringrazio le autorità civili e militari presenti, il Presidente della Provincia, il rappresentante della Regione, il Sindaco di Milano che ci onorano con la loro partecipazione. Vorrei esprimere da questo palco tantissimi auguri di buon compleanno a Tino Casali, per oltre quarant’anni Presidente dell’Anpi Provinciale di Milano e poi Presidente nazionale, a cui l’antifascismo milanese deve tanto. Da tutti noi un affettuoso abbraccio.

“Cambiare la politica per cambiare il Paese nel solco dell’antifascismo e della democrazia”, così inizia l’appello del Comitato Permanente antifascista contro il terrorismo per la difesa dell’Ordine Repubblicano.

Siamo di fronte nel nosro Paese ad una gravissima crisi recessiva, ad una delicatissima fase politica ed istituzionale, al rischio della dissoluzione delle regole  che rendono possibile la sopravvivenza dello stato di diritto e della stessa democrazia, ad una caduta senza precedenti dell’etica pubblica, al manifestarsi quasi quotidiano di fenomeni di corruzione.

La conseguenza inevitabile di questa deriva è costituita dal venir meno della speranza nella possibilità di cambiamento e da una perdita di fiducia da parte dei cittadini nei confronti delle istituzioni e della politica. Il distacco sempre più preoccupante dei cittadini dalla cosa pubblica va superato con con una politica diversa e dotata di progettualità che, richiamandosi ai valori della Resistenza, sia al servizio della collettività e del bene comune.

Al lavoro, valore fondante della Repubblica, deve essere restituita piena dignità, eliminando il contrasto stridente tra i principi costituzionali e la durissima realtà del nostro Paese. Per questi principi si sono battuti i lavoratori delle grandi fabbriche del Nord, nel corso degli scioperi del marzo 1944 di cui quest’anno ricorre il settantesimo anniversario.

E’ indispensabile ribadire ancora una volta che i valori a cui ispirarsi sono solo e sempre quelli costituzionali, ai quali va restituito il primato nella vita politica e quotidiana. Sono i principi di una democrazia fondata sulla partecipazione, sulla divisione dei poteri, sul rispetto della persona umana e delle istituzioni da parte di tutti.

Si tratta di cambiare l’Italia, ma nello stesso tempo anche l’Europa che deve essere unita negli ideali della democrazia, della pace, dell’ antifascismo e attenta alle sofferenze e ai problemi della gente.

Preoccupano le recrudescene neonaziste, neofasciste e antisemite in diversi paesi europei. Non è più tollerabile che si ripetano anche in Italia manifestazioni    neofasciste, in netto contrasto con i principi della Costituzione repubblicana, come il ritrovamento a Milano di vergognosi volantini neonazisti inneggianti al compleanno di Hitler, uno dei quali è stato incasellato nella posta  dell’ANPI di Milano.

E non è più tollerabile che Milano debba assistere ogni 29 aprile, come ha dichiarato il Sindaco Giuliano Pisapia alla “parata nazifascista” che da anni “deturpa la nostra città” strumentalizzando il doveroso e giusto ricordo dei tragici episodi da noi duramente condannati, avvenuti trentanove anni fa a nella nostra città.

Tutti noi abbiamo operato, confidiamo e facciamo nostro l’appello e il vivo augurio del Sindaco di Milano “che le autorità competenti facciano tutto quanto possibile per evitare questa grave offesa alla Milano Medaglia d’Oro della Resistenza” ed impediscano  che manifestazioni ed espressioni  di apologia del fascismo possano aver luogo nella nostra città.

Il momento che stiamo attraversano è delicatissimo. C’è però un faro che deve illuminare il nostro cammino, costituito dalla preziosa eredità lasciataci dalla Resistenza che non fu solo quel grande moto unitario di partiti e di popolo, di uomini e didonne che, pur prive del diritto di voto,lottarono per la nostra libertà.

Fu anche anelito per la costruzione di un nuovo stato e di unanuova società. Fu guerra alla guerra,aspirazione ad un mondo di pace finalmente risanato dalla piaga del nazionalismo esasperato, all’origine della Prima e della Seconda Guerra Mondiale.

Quelle aspirazioni hanno trovato la loro realizzazione nella Costituzione repubblicana, che va difesa da ogni attacco e attuata, e che come ebbe a dire Piero Calamandrei non è altro che la Resistenza tradotta in formule giuridiche.

“Resistenza che, come disse Aldo Aniasi in occasione del trentesimo anniversario della Liberazione, non è un pezzo da museo, non deve essere mummificata, appartiene alla nostra vita, deve essere un elemento dell’impegno civile di ogni giorno” da parte di tutti noi.

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