Denuncia dell’ANPI Provinciale di Milano della provocazione neofascista a Niguarda

L’ANPI Provinciale di Milano denuncia il gravissimo episodio accaduto nella notte di lunedì 29 dicembre 2014 a Niguarda ad opera di neofascisti che hanno deturpato, per la seconda volta, con svastiche e vernice rossa, il murale dedicato a Gina Galeotti Bianchi, nome di battaglia “Lia”, uccisa dai nazifascisti il 24 Aprile 1945.

Mentre rileviamo con crescente preoccupazione il pericoloso susseguirsi di movimenti e di manifestazioni neofasciste a Milano, Città medaglia d’oro della Resistenza, invitiamo le Istituzioni e le forze preposte alla difesa dell’ordine pubblico a perseguire gli autori di questo provocatorio atto che si pone contro i valori della Resistenza e della Costituzione Repubblicana.

Milano, 30 Dicembre 2014

Roberto Cenati

Presidente ANPI Provinciale di Milano

Smuraglia: «I partiti deboli aumentano i rischi eversivi»

L’intervista di Paolo Foschini

Intervista Smuraglia

MILANO «La verità?».

Certo.

«Ovvio che questi arresti mi preoccupano. Ma il vero rischio per la democrazia è la politica di oggi. La crisi dei partiti, è terribile da dire, mi fa ancora più paura di un possibile attentato».

Avvocato Carlo Smuraglia, lei è del ‘23, ha attraversato la storia d’Italia e oggi è presidente nazionale dell’Associazione partigiani. Teme davvero un ritorno del fascismo?

«Sempre. Ricordo piazza Fontana, gli anni delle stragi, i neofascisti di Ordine nuovo. Ricordo che già allora tanti li ritenevano “episodi occasionali”. Io ero tra quanti dicevano un’altra cosa: e cioè che noi italiani i conti col fascismo non li abbiamo mai chiusi sul serio».

Abbiamo la Costituzione più antifascista del mondo.

«Che infatti vogliono smontare. Il punto è che molti complici del sistema fascista, già allora, erano rimasti al loro posto. Il nostro apparato statale non si è mai liberato del tutto».

Una teoria un po’ generica.

«Mica tanto se si pensa alle due costanti di tutte le stragi italiane: una è la matrice fascista, l’altra è la copertura o in qualche modo la presenza di “pezzi” dello Stato. Deviati, si è sempre detto, ma sempre dello Stato. Un caso?».

Cosa vede in comune tra gli ordinovisti di piazza Fontana e quelli appena arrestati?

«Il rischio della nostra sottovalutazione. Vedere gente che inneggia al fascismo e dire “tanto son quattro gatti”. Si comincia così, si finisce per considerarlo normale».

Differenze?

«Una grandissima: negli Anni 70 i partiti furono la garanzia della tenuta democratica. Oggi la loro crisi etica, morale, politica, per il fascismo è il più fertile terreno che ci sia».

Perché?

«Perché allontana i cittadini dalla partecipazione, e quindi dalla democrazia. Soprattutto nei periodi di crisi, quando la gente si convince di non avere più niente da perdere. È lì che nascono le dittature».

L’ANPI dice no al Convegno sull’Europa di Forza Nuova

Comunicato Stampa ANPIPer Sabato 20 Dicembre 2014, a soli pochi dal 45° Anniversario della Strage di Piazza Fontana, Forza Nuova ha organizzato a Milano, a pochi passi dalla Camera del Lavoro, un convegno sull’Europa, chiamando a raccolta i vari movimenti neofascisti e neonazisti del vecchio continente.

Ancora una volta la scelta è ricaduta su Milano, città multietnica, democratica e antifascista.

L’ANPI Provinciale fa appello alle forze politiche democratiche, alle istituzioni, e alle autorità perché intervengano per impedire che il raduno si svolga ancora una volta a Milano, Città Medaglia d’Oro della Resistenza.
Il ripetersi di questi raduni che per la loro carica antisemita, razzista e xenofoba si pongono in netto contrasto con i principi sanciti dalla Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza e con le leggi Scelba e Mancino suscita crescente preoccupazione tra le forze democratiche che si richiamano ai valori della nostra Carta Costituzionale.

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Intervento di Roberto Cenati nella ricorrenza del 45° Anniversario della strage di Piazza Fontana

Intervento Roberto Cenati 45° Piazza FontanaTutto ebbe inizio 45 anni fa, il 12 dicembre 1969, con la terribile esplosione alla Banca Nazionale dell’Agricoltura, in piazza Fontana che provocò 17 morti e 88 feriti. Quella sanguinosa strage nazifascista fu preceduta da preoccupanti segnali, già evidenziati nel documento del Comitato Permanente Antifascista per la difesa dell’ordine repubblicano costituitosi a Milano, nel mese di maggio, all’indomani delle bombe neofasciste alla Fiera Campionaria e alla Stazione Centrale del 25 aprile 1969. Nel documento si denunciava l’intensificazione dell’attività criminosa neofascista, la mancata identificazione di  esecutori e mandanti da parte della struttura dello Stato non rinnovata e non aderente agli ideali della Repubblica e della Resistenza.

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