AnpiLibri 3 Ottobre – Rosso nella notte bianca

valenti-locandina3 Ottobre 2016 alle ore 18,00 pressa la Casa della Memoria, in via Federico COnfalonieri 14 al terzo piano.

“Rosso nella notte bianca” Feltrinelli 2016.

L’Autore Stefano Valenti ne discute con Aldo Bonomi e Gad Lerner.

Valtellina. Novembre 1994. Il settantenne Ulisse Bonfanti attende Giuseppe Farina davanti a un bar e, quando arriva, lo ammazza a colpi di piccone. Alla gente che accorre dice di chiamare i carabinieri, che vengano a prenderlo – lui ha fatto quello che doveva. Erano quarantacinque anni che Ulisse mancava da quei monti. Dopo aver lavorato tutta la vita con la madre Giuditta in una fabbrica tessile piemontese, è tornato e si è rifugiato nella vecchia baita di famiglia, o almeno in quel che ne è rimasto dopo l’incendio appiccato nel 1944. Non un fiato, non un filo di fumo, non una presenza tutto intorno. In questo abbandono, tormentato da deliri e allucinazioni, Ulisse trascorre le sue ultime giornate di libertà camminando nei boschi, sdraiato davanti al camino, rivivendo la tragedia che ha marchiato la sua intera esistenza. Dimenticato da tutti, si rinchiude come un animale morente in quella malga dove nessuno si è avventurato da decenni. I ricordi della povertà contadina, della guerra, della fabbrica, dell’emigrazione e delle tragedie famigliari si alternano in una tormentata desolazione. Una desolazione che nasce dal trovarsi nell’abitazione dalla quale, cinquant’anni prima, è stata portata al cimitero la bara con il cadavere della sorella Nerina. Che cosa sia accaduto in quella baita e perché Ulisse riveda – nelle notti trascorse a lume di candela mentre fuori sono arrivati l’autunno e le prime nevicate – il fantasma della sorella suicida, sarà Nerina stessa a raccontarlo. Seduti l’uno di fronte all’altra, Ulisse e la giovane sorella si raccontano verità nascoste: i traumi, privati e storici, non smettono mai di accadere.

Stefano Valenti (1964), valtellinese, vive a Milano. Ha tradotto numerosi libri sia di narrativa sia di saggistica per diverse case editrici (fra cui Questo non è un Manifesto di Michael Hardt e Antonio Negri, Feltrinelli, 2012 e Invecchiando gli uomini piangono di Jean-Luc Seigle, Feltrinelli, 2013). Per i “Classici” ha tradotto Germinale (2013) di Émile Zola e Il giro del mondo in ottanta giorni (2014) di Jules Verne. Ha ancora pubblicato con Feltrinelli La fabbrica del panico (2013), il suo romanzo d’esordio, vincitore del premio Campiello Opera prima
2014, del premio Volponi 2014 e del premio Narrativa di Bergamo 2015.