Intervento di Roberto Cenati all’incontro pubblico su “Escalation neofascista e ruolo delle istituzioni”– Palazzo Marino – sabato 8 luglio 2017

Alla iniziativa di sabato 8 luglio, promossa dal Comitato Permanente Antifascista contro il terrorismo per la difesa dell’ordine repubblicano e dal Comune di Milano hanno fatto pervenire la loro adesione, con significativi e importanti messaggi, Noemi Di Segni, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e la Comunità Ebraica di Milano.

Esprimo la mia personale solidarietà e quella di tutto il Comitato Permanente Antifascista al Sindaco di Milano, al Presidente del Consiglio Comunale per il blitz neofascista di Casa Pound avvenuto il 29 giugno scorso. Affettuosa solidarietà che estendo all’assessore Pierfrancesco Majorino, pesantemente minacciato da Casa Pound, alla consigliera comunale Diana De Marchi alla quale sono stati rivolti vergognosi insulti antisemiti e a Santino Masi, dell’ANPI della Sezione Gallaratese aggredito durante l’incursione di casa Pound e finito al pronto soccorso.
Milano e la Lombardia sono state da tempo scelte dalle organizzazioni neofasciste e neonaziste come luoghi di incontro, di convegni e manifestazioni anche a livello europeo. Il fenomeno sta sempre più assumendo dimensioni che destano profonda preoccupazione in tutti noi.

Il blitz del 29 giugno scorso a Palazzo Marino di militanti di Casa Pound, resisi protagonisti di saluti romani, violenze ed aggressioni, mentre era in corso la seduta del Consiglio Comunale democraticamente eletto dai cittadini, costituisce un fatto di una gravità senza precedenti. Abbiamo chiesto alle autorità competenti di individuare e denunciare alla Procura della Repubblica i neofascisti responsabili di questa gravissima provocazione. In Italia è lecito professare le proprie idee, come prevede la Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza. Il problema è che il fascismo e il nazismo non sono semplici idee ma crimini contro l’umanità che hanno segnato la storia del secolo scorso con la tragedia della Shoah e con quella delle deportazioni di oppositori politici, di lavoratori, di militari.

L’assalto a Palazzo Marino e la contestazione al Sindaco Sala rappresentano un salto di qualità nella sfida alle istituzioni nella città Medaglia d’oro della Resistenza.
Un blitz che aveva registrato un suo preambolo il 9 aprile scorso, quando alcuni militanti di Casa Pound avevano inscenato una protesta contro l’accoglienza dei migranti durante una seduta del Consiglio Comunale di Monza. Una prova di forza che ha il suo fondamento in quanto accaduto il 29 aprile al Cimitero maggiore di Milano, quando un migliaio di neofascisti sono andati a commemorare al campo X i caduti della Repubblica di Salò.

Deriva razzista

Stiamo vivendo in una società, attraversata da una gravissima crisi economica e sociale, che sembra aver perso la propria identità, che vive solo nel presente e che dimentica il proprio passato.
E’ sotto gli occhi di tutti che la questione immigrazione, anche in relazione alla battaglia sullo ius soli diventa terreno di coltura per i germi del fascismo. Ci sono persone a cui si mette in testa che le ideologie nazifasciste e razziste sconfitte dalla Resistenza italiana ed europea siano ancora oggi la risposta alle problematiche attuali, scaricando su chi fugge dalle guerre e dalla fame la responsabilità della crisi della società contemporanea. La discriminazione razziale e l’odio per lo straniero così come la purezza etnica sono risposte tragicamente già date nel secolo appena trascorso.

Siti web

La dimensione del fenomeno neofascista con il relativo bagaglio razzista e antisemita è allarmante. Estremamente preoccupante è la situazione nell’ambito dei social network. Ci sono 530 pagine dichiaratamente neofasciste su Facebook. Nel 2016 in Italia sono stati pubblicati 44 libri antisemiti e sono stati contati ben 300 siti web con lo stesso contenuto.

Il gruppo Do.ra nel Varesotto

Grave è la situazione creatasi nel Varesotto, dove agisce indisturbato il gruppo neonazista Do.ra (comunità militante dei dodici raggi). I dodici raggi sono quelli del ‘sole nero’ caro al gerarca nazista Heinrich Himmler. Do.ra, la più numerosa e organizzata comunità nazionalsocialista italiana, fa da anni apologia di fascismo, nega la Shoah è apertamente razzista.
Le Procure di Varese e Busto Arsizio stanno raccogliendo materiale sul gruppo, sui suoi componenti e soprattutto su una serie di azioni che i Do.Ra. hanno compiuto nell’ultimo periodo: un’escalation di provocazioni culminata con la petizione choc promossa online per chiedere la messa al bando dell’ANPI e un processo per crimini di guerra per “tutti i partigiani ancora in vita”.

Liste neofasciste alle elezioni amministrative

Un ulteriore motivo di turbamento è costituito dai risultati della recente tornata amministrativa che hanno registrato preoccupanti affermazioni di Casa Pound in alcuni Comuni come a Todi (4,81%) e a Lucca (7,84).

Pavia

Nel maggio scorso, al Collegio Lorenzo Valla dell’Università degli Studi di Pavia è stata organizzata, dal circolo di estrema destra “Ordine Futuro Pavia”, la presentazione del libro “Il campo dei santi” di Jean Raspail. Pubblicato nel 1973, ambientato negli anni ’90, il libro descrive le conseguenze, per l’autore devastanti, di un’immigrazione di massa sulla civiltà occidentale. L’iniziativa è stata promossa anche dalla casa editrice Ar fondata da Franco Freda, riconosciuto responsabile con Giovanni Ventura della strage di piazza Fontana, con sentenza della Corte di Cassazione del 2005, ma non più processabile perchè precedentemente assolto in via definitiva, per insufficienza di prove.

Brescia

In provincia di Brescia ci sono consiglieri che si dichiarano di essere seguaci di Mussolini.

Lealtà e Azione a Monza

Particolarmente critica è la situazione a Monza. I tentativi del neofascismo di infiltrarsi nella vita sociale e politica della provincia di Monza si sono intensificati con l’apertura nel 2011, in pieno centro di Monza, di una sede di Lealtà Azione, formazione di estrema destra che si ispira al pensiero del generale nazista delle Waffen SS Leon Degrelle e a Corneliu Codreanu, fondatore della Guardia di ferro rumena, movimento antisemita e ultranazionalista degli anni trenta. A Monza, il candidato della coalizione di centro-destra, poi eletto sindaco, si è avvalso del sostegno dei neofascisti di Lealtà e Azione. Ora si rischia di vedere al governo di Monza, la terza città più importante della Lombardia per numero di abitanti, esponenti di Lealtà e Azione.

Manifestazioni neofasciste a Milano

Ma è soprattutto a Milano e nei comuni della città metropolitana che si concentrano raduni, manifestazioni e convegni delle formazioni neofasciste e neonaziste.Il 13 febbraio 2017 il Municipio 4, governato da una maggioranza di centro destra, voleva promuovere, per il giorno del Ricordo, in un luogo simbolico per Milano, la Palazzina Liberty, un’iniziativa alla quale avrebbe dovuto partecipare Federico Goglio il cui nome compare tra i 16 neofascisti condannati per apologia di fascismo dalla V Sezione del Tribunale di Milano a un mese di reclusione per la manifestazione dell’estrema destra del 29 aprile 2013 a ricordo di Sergio Ramelli e di Enrico Pedenovi.
Determinante è stato l’intervento del Sindaco di Milano Giuseppe Sala che ha negato l’autorizzazione a usare la palazzina Liberty per la presenza di una persona processata per avere inneggiato al fascismo.

Il 2 giugno scorso l’assessore alle politiche sociali di Corsico, Pietro Di Mino, di Fratelli d’Italia, ha postato su Facebook un provocatorio messaggio: “2 giugno: l’unica Repubblica è quella sociale”.
Il 16 giugno davanti alla sede della Cooperativa di via San Faustino che ospita ANPI, ANED, FIAP, ANPPIA e PD è comparso uno striscione di Forza Nuova “Italiani si nasce, non si diventa” contro l’immigrazione e lo ius soli.

Ieri è comparsa una scritta in via Palmieri 1, davanti alla sede che Forza Nuova occupa abusivamente da quattro anni, che dice “Quartiere XXVIII Ottobre”, il nome con cui il fascismo aveva chiamato il quartiere “Baia del Re”, attivo nella Resistenza contro il regime.

Prefettura di Milano

Alcuni risultati positivi sono stati ottenuti per contrastare questa preoccupante deriva. Il 25 aprile mattina è stata vietata dal Prefetto di Milano, anche a seguito di un esposto presentato dall’ANPI e grazie alla ferma presa di posizione del Sindaco di Milano, la vergognosa parata nazifascista al campo X dove sono sepolti repubblichini e gerarchi della RSI che si svolgeva da quattro anni proprio nel giorno della Liberazione.

Intervento della magistratura

Non si contano le denunce alla Procura della Repubblica, come quella della Digos in relazione alla citata parata nazifascista avvenuta al Cimitero maggiore il 29 aprile scorso. Ma le denunce non bastano se la magistratura non interviene energicamente per infliggere esemplari condanne a chi si è reso responsabile di gravi reati quali quelli di apologia di fascismo e di propaganda razzista e antisemita.

Manifestazioni non autorizzate

Un altro delicatissimo nodo è rappresentato dal fatto che le formazioni neofasciste, pur contrapponendosi per la loro ideologia – Forza Nuova è stata definita nazista da due sentenze della Corte di Cassazione – ai principi sanciti dalla Costituzione repubblicana e alle leggi Scelba e Mancino, vengono regolarmente ammesse alle elezioni. I neofascisti non ottemperano neppure alle ingiunzioni e ai divieti. A Bubbiano, in Provincia di Milano, il Sindaco, in accordo con i carabinieri di Abbiategrasso e su pressione dell’ANPI provinciale ha intimato la revoca della festa del Sole di Lealtà e Azione, originariamente presentata come festa di addio al celibato. Nonostante il divieto il concerto di Lealtà e Azione, anche se in misura molto ridotta, si è svolto. In questo caso come in altri è doveroso notare come costoro non paghino abbastanza per le infrazioni commese. Al di là del mancato rispetto della legge Mancino questi gruppi godono di troppa tolleranza.
Se non vengono neppure previste sanzioni amministrative ai neofascisti, che forse potrebbero costituire un elemento importante di dissuasione, non si esita, però, come successo ad Inzago, da parte del sindaco di quel comune ad infliggere una multa di 1032 Euro all’Anpi di Inzago perchè il corteo del 25 aprile, al quale l’Amministrazione Comunale non aveva aderito, si è mosso con 10 minuti di anticipo rispetto all’orario previsto dal sindaco.

Stato antifascista

Le leggi ci sono ( la Scelba e la Mancino), ma vanno applicate, anche se è vero che esse non dicono tutto e che soprattutto la legge Scelba si presta ad alcune interpretazioni più o meno compiacenti da parte di alcuni magistrati.Compito dello Stato è di adoperarsi per contenere e respingere ogni tentativo, oggi purtroppo ricorrente, di esaltazione del fascismo, per far conoscere cosa è stato il fascismo durante il ventennio e negli anni della strategia della tensione. Ci dimostri questo Stato di essere finalmente quello Stato antifascista, delineato dalla Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza, sciogliendo gruppi dichiaratamente nazifascisti e infliggendo a chi fa apologia di fascismo e diffonde intolleranza e razzismo esemplari condanne.

Milano, capitale della Resistenza

La situazione a Milano è preoccupante. Ma la nostra città sa anche reagire.Lo ha fatto il 14 gennaio scorso con un presidio unitario di oltre 1000 persone in piazza Fontana, per rispondere al provocatorio raduno di Forza Nuova all’Arco della Pace. La risposta che Milano ha saputo dare all’imbrattamento della pietra d’inciampo posta davanti all’abitazione di Dante Coen, deportato perchè ebreo e non più tornato dai lager nazisti, è stata straordinaria. Sabato 28 gennaio 2017 si è avuta una grande mobiltazione antifascista. Una catena umana di oltre cinquemila persone si è snodata da piazzale Lima sino al Memoriale della Shoah. La composizione del corteo non si è caratterizzata solo per la partecipazione di militanti delle forze democratiche, ma di intere famiglie che hanno voluto dimostrare con la loro presenza che la Memoria di chi ha sofferto e combattuto per la libertà di tutti noi non deve essere oltraggiata.
I milanesi hanno dimostrato di non essere indifferenti e di saper reagire con decisione quando si vogliono colpire i valori fondanti della nostra democrazia.

Controffensiva culturale, ideale e storica

Riteniamo, infatti, che accanto all’impegno per rinnovare profondamente lo Stato sia essenziale vincere e combattere l’indifferenza che troppe volte si registra di fronte allo svilupparsi e al rifiorire di movimenti neofascisti e razzisti. Nostro compito è quello di continuare a sviluppare una intensa controffensiva di carattere ideale, culturale e storico soprattutto nei confronti dei giovani, per ricordare le tragedie provocate dal nazifascismo nel corso del Novecento.Il prossimo anno ricorrerà l’ottantesimo anniversario della approvazione della famigerata legislazione antisemita da parte del regime fascista. La nostra proposta è quella di avviare una grande iniziativa nelle scuole di Milano, della Città metropolitana e della Regione, d’intesa con la Direzione scolastica provinciale e regionale, che spieghi ai ragazzi i crimini commessi dal regime fascista e riporti alla luce i pericoli ancora presenti nella società contemporanea costituiti dalla deriva antisemita e razzista che va combattuta da parte di tutti noi.

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