Piazza della Scala, 2

Ai Martiri della Libertà

Questa lapide è in ricordo di chi, morendo per liberare la propria città dai nazifascisti, ha richiamato il sacrificio di coloro che cent’anni prima l’avevano liberata dall’esercito austriaco. Il legame fra i due eventi è sentito dai milanesi: nel 1944 uno di loro affisse alla statua di Garibaldi in largo Cairoli un cartello con l’incitazione “Pepin venn giò, en chi ammò” (“Peppino scendi, sono ancora qui”).

(lapide sull’angolo a destra di palazzo Marino)

CITTÀ

DI

MILANO

 

NELLE EPICHE “CINQUE GIORNATE”

INSORGENDO E SCACCIANDO

DALLE SUE MURA UN ESERCITO

POTENTEMENTE ARMATO DIMOSTRÒ

QUANTO VALGA CONTRO LA TIRANNIDE

L’IMPETO POPOLARE SORRETTO DA

SETE INESTINGUIBILE DI GIUSTIZIA

DI LIBERTÀ DI INDIPENDENZA

PRESENTE CON I SUOI MARTIRI

ED I SUOI EROI NELLE CONGIURE

MAZZINIANE E NELLE BATTAGLIE

DEL PRIMO RISORGIMENTO – NEGLI

ANNI DAL 1943 AL 1945 PUR MUTILATA

ED INSANGUINATA DALLE OFFESE

BELLICHE OPPOSE ALLO SPIETATO

NEMICO DI OGNI TEMPO LA FIEREZZA

E LO SLANCIO DI UNA IMPLACABILE

LOTTA PARTIGIANA NELLA QUALE FU

PRODIGA DEL SANGUE DEI SUOI FIGLI

MIGLIORI E LO TRAVOLSE INFINE

NELL’INSURREZIONE VITTORIOSA DEL

25 APRILE 1945 – MIRABILE ESEMPIO

DI VIRTÙ CIVICHE E GUERRIERE

CHE LA REPUBBLICA ONORA

 

18-22 MARZO 1848 — 6 FEBBRAIO 1853

9 SETTEMBRE 1943 — 25 APRILE 1945