Bergamaschi Donnino

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Linarolo (PV), 25 luglio 1905 – Hartheim, 3 gennaio 1945

Nato a Linarolo (PV) il 25 luglio 1905, di professione tipografo. Segnalato come comunista nel casellario politico centrale, il 4 agosto 1936 viene arrestato e processato con l’accusa di appartenere al nucleo comunista di Niguarda. Condannato al confino per tre anni, poi ridotti a uno nel processo di appello, è confinato a Ventotene, da dove torna libero il 4 agosto 1937. L’ultima segnalazione della Regia Prefettura di Milano è del 14 marzo 1942, quando è detenuto con l’accusa di favoreggiamento dei “sovversivi”. Dopo l’8 settembre molti militari sbandati trovano ospitalità a casa sua. Passato in clandestinità, procura armi e indumenti alle formazioni partigiane che combattono in montagna. Subito dopo gli scioperi del marzo 1944 è nuovamente arrestato e richiuso nel carcere di San Fedele da dove pochi giorni dopo è tradotto a Bergamo e da qui deportato a Mauthausen. Vi giunge l’8 aprile 1944, registrato con il numero di matricola 61558 come Schutzhaft (detenuto per motivi di pubblica sicurezza). Muore in un forno crematorio il 3 gennaio 1945 ad Hartheim.