Galeotti Gina Bianchi “Lia”

Suzzara il 4 aprile 1913 – Milano, 24 aprile 1945

Nata a Suzzara il 4 aprile 1913 cominciò la sua attività antifascista a 17 anni e non a caso si innamora di Bruno Bianchi, funzionario del PCI clandestino. Dopo il diploma di ragioniera quando Bruno Bianchi deve lasciare Suzzara, si trasferiscono a Milano dove continuano insieme l’attività antifascista. Nel ‘43 viene arrestata e deferita al Tribunale Speciale per essere stata tra gli organizzatori degli scioperi del marzo contro la guerra. Subisce 33 interrogatori (uno di questi durò 47 ore consecutive) e le usuali torture delle camicie nere. E dopo la caduta del fascismo il 25 luglio dello stesso anno non viene subito liberata perchè considerata una pericolosa cospiratrice comunista. Esce dal carcere di Parma solo dopo l’armistizio dell’8 settembre, rientra a Milano e ricomincia l’azione clandestina. Fondò i “Gruppi di Difesa della Donna” a cui contribuì come dirigente politico nel Comitato Provinciale impegno che la portava spesso a Niguarda per coordinare il gruppo locale capitanato da Maria Azzali. Mentre portava degli ordini insieme a Stellina Vecchio cade falciata da piombo tedesco verso mezzogiorno del 24 aprile 1945 in via Graziano Imperatore dove oggi una lapide la ricorda. Un’altra è posta in via Bartolini 49 dove abitava. A Niguarda un giardino e anche la sala del Teatro della Cooperativa di Niguarda sono dedicate a lei, il suo ritratto è posto all’ingresso della sala.

LAPIDE : Via Graziano Imperatore, 32

LAPIDE : via Bartolini, 49