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Milano scende in piazza al fianco del popolo curdo!

 

Milano scende in piazza al fianco del popolo curdo!

LUNEDI 14 OTTOBRE ORE 18,00

CONSOLARO DI TURCHIA

VIA ANTONIO CANOVA 36 – MILANO

La Turchia ha invaso il nordest della Siria.
Mentre il presidente Trump volta le spalle al popolo curdo, che in questi anni è diventato simbolo mondiale di Resistenza e sconfitto l’Isis in un Paese martoriato dalla guerra sacrificando tantissime vite, Erdogan invade Rojava, la regione curda siriana.
Le parole del presidente americano usate per giustificare l’invasione turca offendono il popolo curdo e il ricatto di Erdogan – che minaccia di utilizzare i profughi come arma per costringere l’Europa a non intervenire – è meschino.
Tutto questo deve essere fermato!

L’Italia, l’Europa e gli organismi internazionali non possono restare indifferenti: si metta in campo ogni sforzo possibile per bloccare l’invasione della Turchia in Siria.
Fermatevi!

Roberto Cenati
Presidente ANPI Comitato Provinciale di Milano

 

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DAI FORZA ALL’ANTIFASCISMO, ISCRIVITI ALL’ANPI!

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A 50 anni dalla nascita del Comitato Permanente Antifascista – Convegno

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Milano ai caduti per la libertà

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“Esprimiamo preoccupazione per la risoluzione del Parlamento Europeo che equipara nazifascismo e comunismo”

“Esprimiamo preoccupazione per la risoluzione del Parlamento Europeo che equipara nazifascismo e comunismo”

22 Settembre 2019

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ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA – Documento C.N. 12 settembre 2019

A.N.P.I.
A S S O C I A Z I O N E  N A Z I O N A L E  P A R T I G I A N I  D ’ I T A L I A

Il Comitato Nazionale ANPI giudica positivamente la modalità attraverso cui si è affrontata la crisi che ha condotto alla formazione del nuovo Governo: la crisi è stata giustamente portata in Parlamento ed è stata rispettata la Costituzione contro ogni ulteriore tentativo di asservirla a esigenze di parte. Grazie all’impegno ed alla correttezza del Presidente della Repubblica ed alla disponibilità di forze politiche diverse, si è realizzata, come l’ANPI aveva auspicato, una soluzione positiva e si sono poste le basi per una svolta democratica; è stata altresì ribadita, contro ogni tentazione plebiscitaria e populista, la natura parlamentare della Repubblica dando vita in Parlamento ad una nuova maggioranza che si è manifestata col voto di fiducia.
Ora deve finire il tempo delle dichiarazioni contrapposte, dei post, del selfie che hanno caratterizzato il precedente Governo. C’è bisogno di serietà e responsabilità. Bene ha fatto il Presidente del Consiglio in Parlamento a parlare di “sobrietà e rigore”. Ci vuole un impegno di tutto il Governo per ristabilire nella società un clima di serenità, tolleranza, cittadinanza consapevole, e di contrasto a tutti gli episodi, spesso violenti, di discriminazione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali, come prescritto dall’art. 3 della Costituzione.
Si avvii una nuova politica economica e industriale che metta al centro il lavoro e la dignità della persona, come prescritto da tutta la Costituzione a cominciare dai principi fondamentali. Si chiuda definitivamente una pagina buia nel governo del Paese, caratterizzata dalla continua sollecitazione di sentimenti e comportamenti di odio, rancore, xenofobia e razzismo, e si promuova un modello di società aperta e solidale collocando al primo posto la difesa dei diritti umani (art. 2 della Costituzione), come praticato in particolare dalla Liberazione in poi dalla stragrande maggioranza degli italiani, dopo la criminale stagione del nazifascismo che elevò la discriminazione razziale a legge dello Stato; si abbandonino irreversibilmente proposte e disegni di legge oscurantisti e contro le donne, come il ddl Pillon.
Chiediamo la cancellazione dei cosiddetti decreti sicurezza anche in base ai rilievi del Presidente della Repubblica, oltre che alle norme del comune buon senso: va ripristinato l’obbligo di rispettare i trattati internazionali, vanno soccorsi e fatti sbarcare i naufraghi in ogni caso e in qualsiasi circostanza in base al principio non negoziabile della difesa della vita umana ed al diritto del mare, vanno cancellate le grottesche ammende per coloro che salvano le persone in mare; vanno inoltre soppresse tutte le norme che possono condizionare, limitare o impedire la libertà di manifestazione, va respinta qualsiasi criminalizzazione di comportamenti non violenti, va in sostanza cancellata
qualsiasi testimonianza di una volontà repressiva e autoritaria estranea alla civiltà giuridica del nostro Paese. Per di più comprendere il tema della sicurezza in quello dell’emigrazione vuol dire ridurre quest’ultima a una questione di ordine pubblico.
Confermiamo le nostre critiche alla revisione costituzionale relativa alla riduzione dei parlamentari e il nostro forte dissenso verso le proposte di cosiddetta autonomia differenziata. Non condividiamo le tentazioni di manipolare la Costituzione, che ricorrono oramai con inquietante frequenza. A fronte dei progetti di modifiche alla Costituzione e addirittura di avviare una nuova fase costituente, ribadiamo che una vera e propria trasformazione democratica può avvenire solo con la piena attuazione delle norme costituzionali.

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La Presidente dell’ANPI ai Senatori: “Non votate il decreto sicurezza bis”

Il testo dell’appello della Presidente nazionale ANPI, Carla Nespolo

Mi appello a voi Senatori della nostra amata Repubblica perché votiate contro la trasformazione in legge del decreto sicurezza bis. Si inaspriscono le sanzioni e si applicano pene aggiuntive per i viaggi della disperazione. Si usa il pugno di ferro e si introducono nuove fattispecie di reato per cortei e manifestazioni. Tutto ciò contrasta gravemente con la civiltà del nostro Paese e peggiora radicalmente il livello reale di sicurezza dei cittadini. Ci si contrappone al disposto costituzionale, a consolidate normative internazionali, persino all’obbligo giuridico del soccorso a chi è in pericolo. La grande posta in gioco è lo stato di diritto, la salvaguardia e il rispetto delle libertà delle persone, la spinta verso l’eguaglianza, in sostanza le più grandi conquiste della Resistenza da cui è nata la Repubblica democratica. C’è odore di stato di polizia. Siamo in presenza di un imbarbarimento del dibattito pubblico, del dilagare di serbatoi di odio e di rancore nella vita quotidiana, di un degrado allarmante della convivenza civile. Con questa legge aumenteranno tensioni, divisioni, ansie, angosce, paure. Ci stiamo separando da quella idea di piena democrazia voluta dai Costituenti e perseguita con passione nei tanti decenni in cui l’Italia è uscita dalla catastrofe della guerra ed è diventata un grande Paese aperto, solidale, moderno. Siamo giunti a un punto estremo di offesa alla convivenza fra cittadini e di scardinamento della nostra bella storia di civiltà democratica. Al di là delle procedure e dello stesso esito della votazione, so che in tanti di voi, indipendentemente dalle appartenenze partitiche, c’è preoccupazione e forse imbarazzo e turbamento davanti a questo voto, che rimarrà nella storia politica di ciascuno; mi auguro che prevalga il vostro senso di responsabilità individuale, la vostra coscienza costituzionale: dal collasso della democrazia nascerebbe solo un’Italia peggiore, più isolata, più divisa, più povera, più meschina. E molto meno libera.

 

Carla Nespolo – Presidente nazionale ANPI

 

31 luglio 2019