Presentazione “Il Bombarolo” di Paolo Morando e Massimo Pisa

Presentazione del libro di Paolo Morando e Massimo Pisa
“Il bombarolo. La strage dimenticata di via Fatebenefratelli”
Feltrinelli, 2024
Gli Autori ne discutono con ROBERTO IASONI (giornalista)
Milano, 17 maggio 1973. Questura di Milano in via Fatebenefratelli. Lo scoppio di una bomba provoca quattro morti e cinquantadue feriti. Gianfranco Bertoli viene arrestato e si dichiara anarchico. Ma è davvero così? Si scopre presto che Bertoli era stato informatore del SID ed era ben inserito nella rete veneta e milanese di Ordine Nuovo che lo motivò e lo preparò af-finché colpisse a Milano nel primo anniversario dell’uccisione del commissario Calabresi. Il fine dell’attentato era multiplo: colpire il Ministro dell’Interno Mariano Rumor, presente alla cerimonia, per punirlo del freno tirato dopo Piazza Fontana non proclamando lo stato d’emergenza che i neofascisti si attendevano. Ma l’intento era allo stesso tempo quello di rilanciare la pista rossa o anarchica con un attentato che appariva anche contro la memoria di Calabresi, vendicando Pinelli (come Berto-li dichiarò dopo la sua cattura in flagranza).
Rumor fu risparmiato, per sua fortuna e per relativa imperizia di Bertoli, ma la strage e il profilo apparente del bombarolo ottennero ugualmente l’effetto sperato, almeno per qualche tempo. Paolo Morando ricostruisce dettagliatamente la vicenda, fa emergere il ruolo di Bertoli nella trama eversiva della stagione delle stragi, e mette nitidamente in risalto il ruolo di Ordine Nuovo e quello degli apparati dello Stato.
13 Giugno 2024, Casa della Memoria – Via F. Confalonieri 14 (MI) – MM5 Isola

Piccoli resistenti. Storie possibili di infanzie partigiane di Nicolò Crotti, Raffaele Mantegazza, Chiara Villa: Un libro di storie per far innamorare della storia. Un libro di infanzie immaginarie e immaginate per avvicinare a storie vere. Questo testo parte dalle vicende di deportati e deportate nei campi di sterminio della provincia di Monza e Brianza e prova a immaginare le loro infanzie. Bambini e bambine normali, comuni, alle prese con le vicende tipiche di ogni infanzia; bambine e bambini che chiedono di crescere, di essere accuditi e protetti, di avere un confronto con gli adulti e con i coetanei. Questo libro si assume il rischio dell’invenzione e della narrazione perché gli autori sono convinti che i protagonisti della Storia con la S maiuscola debbano essere presentati ai ragazzi e alle ragazze (ma anche agli adulti) come persone la cui normalità ce le rende più prossime, più vicine, più umane. Non si tratta di mentire ma di fantasticare, non si tratta di inventare ma di provare ad accostarci a infanzie possibili. Lo si è fatto per i grandi personaggi della Storia.

Presso Casa della Memoria, Via F. Confalonieri, ore 18:00