25 Aprile 2011: Nelly Diop

Nelly Diop – Senegalese

Cari amici,

è un onore per me che sono una nuova cittadina di questo paese partecipare oggi da questo palco ai festeggiamenti del 25 aprile: di solito sono fra chi ascolta.

Intervenire in questa occasione per me ha un significato non di poco conto perchè i valori della Liberazione vanno a toccare aspetti fondamentali delle nostre vite di cittadini. Le prime parole che mi sono venute in mente pensando al 25 aprile sono state: sacrificio supremo, sofferenza, lotta contro il fascismo e contro tutti i totalitarismi, lotta per la libertà, per i diritti fondamentali dell’uomo e per l’uguaglianza davanti alla legge.

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25 Aprile 2011: Francesco Dettori

Francesco Dettori – Insegnante

E’ un onore per me parlare in questa piazza storica, in questa splendida giornata del 25 APRILE così densa di significati  e slanci morali e civili, davanti a donne e uomini il cui vissuto mi  trasmette e trasmette a tutti noi profondo rispetto e amore per la Repubblica e per la nostra Costituzione.

Un 25 aprile che cade quest’anno nel segno del 150° anniversario dell’Unità nazionale,  in un momento difficile per il nostro Paese. Sono sotto gli occhi di tutti le lacerazioni e le divisioni alimentate già da lungo tempo da importanti settori delle Istituzioni. In questo momento solo il Capo dello Stato pare reggere il timone di una nave traballante.

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25 Aprile 2011: Giulio Franchini

Giulio Franchini – Studente

Buongiorno a tutte e a tutti. Mi chiamo Giulio, studente del liceo Leonardo Da Vinci e coordinatore del laboratorio di partecipazione studentesca di Milano.

Sono orgoglioso di parlare in questa piazza in questa giornata di festa ma non solo, perché non credo che oggi si debba solo festeggiare, bisogna anche ricordare e stare in guardia.

Ricordare perché la memoria storica è importante, dà gli strumenti per valutare il presente e comprendere come si sentivano i partigiani che combattevano per la libertà e i cittadini che li aiutarono, partigiani quanto loro, quando caddero le bombe in corso Monforte, non lontano da qui, e in molte altre parti della città le bombe facevano vivere nel terrore.

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