Giovedi’ 25 aprile 2013
con il seguente programma:
- Ore 9 in Corso Garibaldi 75 concentramento del corteo
- Ore 9.20 deposizione della prima corona nel cortile di Corso Garibaldi 75 in ricordo di COSTANTE SIGNORELLI.

Giovedi’ 25 aprile 2013
con il seguente programma:
All’estero parlano spesso dell’Italia come di un Paese poco serio. Ed a forza di assistere a scandali, episodi di malcostume, rifiuto di regole, hanno finito per fare una grande confusione, al termine della quale siamo tutti considerati colpevoli, quanto meno di sopportare e tollerare una situazione così degradata.
Non è così. C’è un’altra Italia, quella della Resistenza e della Costituzione.
Eccola qui, in questa piazza e in tante piazze d’Italia, eccola qui l’Italia che lavora, l’Italia che subisce la crisi,l’Italia che ricorda i Caduti per la libertà e ne vuole portare avanti il messaggio, l’Italia pulita, democratica, antifascista.
Il 25 aprile non è una data qualsiasi.
Rappresenta la conclusione di una lunga e dura lotta per riconquistare libertà, democrazia e diritti che il fascismo aveva cancellato.
Non è un caso se proprio dalle grandi fabbriche metalmeccaniche iniziarono i primi scioperi e le prime mobilitazioni contro il regime. Sono stati i lavoratori, in primo luogo, a battersi per una “Repubblica democratica fondata sul lavoro” e, poi, a conquistare lo Statuto dei lavoratori e il Contratto nazionale.
Quella che viviamo oggi è una situazione pericolosa.
In discussione non ci sono solo il contratto nazionale, lo statuto dei lavoratori, i diritti nelle aziende, ma la Costituzione e la democrazia.
Anche per chi come me lavora nella Ricerca il 25 Aprile è una grande ricorrenza. Si festeggia la liberazione dal giogo nazifascista ed il ritorno alla democrazia e alla libertà, anche di pensiero, dopo il ventennio fascista e la imposizione del pensiero unico della dittatura mussoliniana.
E’ importante festeggiarlo quest’anno, un anno in cui si celebrano i 150 anni dell’unità d’Italia , un anno in cui assistiamo all’affermarsi dei movimenti di liberazione dei popoli del Nordafrica, che stanno facendo cadere, uno dopo l’altro i tiranni che li hanno schiacciati per decenni in uno stato di povertà e indigenza ,nonostante le ingente risorse a disposizione, che invece di essere ridistribuite, finivano per lo più nelle tasche dei dittatori e delle loro famiglie.