Nella ricorrenza del 70° Anniversario dell’eccidio di piazzale Loreto del 10 agosto 1944,  si sono svolte due manifestazioni, promosse dal Comitato Permanente Antifascista per la difesa dell’ordine repubblicano che hanno visto la partecipazione delle Istituzioni, delle Associazioni Partigiane, dei Sindacati, dei familiari dei 15 Martiri.

Le iniziative  del mattino e della sera hanno visto la partecipazione convinta ed intensa di antifascisti e cittadini. Numerosi anche i Gonfaloni dei Comuni della Provincia.

E’ stato richiesto all’Amministrazione Comunale di Milano, per il 70° Anniversario della Liberazione, l’impegno per il restauro del Monumento dedicato ai 15 Martiri di Piazzale Loreto. Crediamo che questo sia un modo non formale per ricordare il sacrificio dei 15 Martiri.

Roberto Cenati

Intervento di Roberto Cenati a Pessano con Bornago – Domenica 9 Marzo 2014

Oggi siamo qui a ricordare il barbaro eccidio dei 7 Partigiani trucidati, a Pessano con Bornago, da un plotone composto da tedeschi e repubblichini su ordine del comando militare tedesco il 9 Marzo del 1945. La fucilazione avviene, come atto di rappresaglia, a seguito di un’azione compiuta l’8 marzo 1945, contro il comandante dell’organizzazione Speer di Pessano con Bornago, da parte di una Squadra di azione patriottica. La Sap faceva parte della 184a Brigata Garibaldi Falck di Sesto San Giovanni che era alla ricerca di armi. La notizia si diffonde rapidamente in tutto il paese, suscitando terrore nella previsione di una feroce rappresaglia nazifascista. Tutti gli uomini fino a cinquant’anni e i giovani fuggono quella sera da Pessano, nel timore di un rastrellamento generale. Cominciano gli interrogatori e le minacce contro i cittadini, nonostante l’intervento del parroco volto a scagionare la popolazione. Il 9 marzo 1945 alle ore 18,10 un camion, scortato da militari tedeschi e italiani, trasporta al comando tedesco, presso le scuole elementari, otto ostaggi, provenienti dal carcere di Monza. Alle 18,50 sette partigiani vengono fucilati sul posto dove era stato ferito l’ufficiale tedesco. Il giovane partigiano Carletto Vismara viene risparmiato solo per la sua giovane età. Si salva così da una atroce morte, ma lo si costringe ad assistere al compiersi dell’eccidio.

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Relazione di Roberto Cenati al Comitato Provinciale – 25 Giugno 2013

  • Un  mese fa ci lasciava Annunziata Cesani
  • La situazione internazionale
  • Elezioni amministrative 2013
  • La crisi recessiva
  • Il governo delle larghe intese e l’iniziativa sindacale
  • La riunione del G8 in Irlanda del Nord
  • La costruzione di un’Europa unita
  • Antifascismo
  • I progetti di revisione della Costituzione
  • I punti critici e di forte allarme
  • L’antifascismo a Milano
  • 70° anniversario dell’8 Settembre 1943

 

Intervento di Roberto Cenati – Resistenza e Costituzione – Domenica 2 Giugno 2013 Teatro San Babila

2 giugno 1946: la vittoria della Repubblica

Il 2 Giugno segna una data di estrema importanza per il nostro Paese:la vittoria della Repubblica, frutto della lotta antifascista e della guerra di liberazione. E’ stata la conclusione coerente di una lotta che ha liberato l’Italia non solo dal fascismo, ma dalla monarchia, responsabile dell’avvento al potere del fascismo, delle leggi antisemite del 1938, dell’entrata in guerra dell’Italia e delle tragedie che hanno devastato il nostro Paese.

Fascismo e monarchia insieme avevano imposto la loro volontà al Paese ed insieme dovevano essere condannati. “La vittoria della repubblica – osservava un grande antifascista, Giorgio Amendola – ha rappresentato il miglior elemento di rottura della continuità dello stato italiano che si sia verificato nella crisi politica determinata dalla sconfitta della guerra fascista.

La caduta della monarchia ha eliminato un centro di riorganizzazione, che poteva con il suo prestigio coprire eventuali tentativi di ritorni reazionari” e, sottolineava acutamente Giorgio Amendola: “La lotta unitaria del popolo italiano è riuscita a stroncare efficacemente i tentativi reazionari, succedutisi nel secondo dopoguerra, anche perchè ha potuto svolgersi su un nuovo terreno, quello creato dalla Repubblica e dalla Costituzione, senza che potesse intervenire in campo, contro la democrazia, un’autorità costituita e sovrana come la monarchia”.
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