Giornata Internazionale della Memoria, delegazione di studenti di ognuna delle 9 zone

Il 5 maggio 1945 veniva liberato dall’esercito americano il campo di Mauthausen. Situato in Austria a 15 km da Linz, già funzionante come campo di prigionia durante la prima guerra mondiale, il lager dopo l’annessione dell’Austria alla Germania nel marzo 1938, veniva ampliato per rinchiudere tra le sue mura spettrali gli oppositori del regime nazista. Classificato come lager di III categoria e destinato “a detenuti per misure di pubblica sicurezza, gravemente indiziati, incor-reggibili, pregiudicati e asociali, cioè difficilmente suscettibili di rieducazione”, Mauthausen accolse oltre 200.000 prigionieri. Per 122.766 di loro, tale il numero dei morti ufficiali indicato su una targa all’entrata del campo, fu un luogo senza ritorno.

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1993, la bomba-trappola fa strage in via Palestro

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(fonte: archivio storico del Corriere della Sera – Articolo del 1993) Una sera d’estate. Maledetta. Il terrore. I morti e i feriti. Il fumo acre e i rottami. I vetri e gli infissi delle case in frantumi. Il viavai di ambulanze, gli allarmi impazziti, le sirene che gelano il sangue e i lampeggianti di polizia e carabinieri.

Sono passate da poco le 23 del 27 luglio 1993 e in via Palestro alcune persone notano che da una Fiat Uno di color grigio parcheggiata davanti al Museo di arte contemporanea esce un filo di fumo biancastro. Fermano una pattuglia di vigili urbani. I vigili si avvicinano all’ auto per un controllo.

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Smuraglia: “Auspico grande alleanza di chi ha sentimenti democratici”

“Antifascismo” e’ la parola sottolineata e aggiunta da Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell’Anpi, ai tre temi principali della manifestazione del 25 aprile: Costituzione, Resistenza e Unita’.

Il motivo lo ha spiegato durante il suo intervento: “Oggi ci sono pericolosi rigurgiti più o meno costanti e volontari di fascismo, episodi vergognosi che non vogliamo più’ vedere, come i simboli della X Mas”.

Denunciando “il clima di impensabile attacco alla Costituzione”, Smuraglia ha poi ricordato il tentativo “di abrogare il divieto di ricostituzione del partito fascista” lanciando l’allarme di “non rispetto totale delle leggi” e di “forte limitazione alla liberta’ dei cittadini”.

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La globalizzazione in casa

E’ possibile che la Fiat non abbia davvero alcuna alternativa. O riesce ad avvicinare il costo di produzione dello stabilimento di Pomigliano a quello degli stabilimenti siti in Polonia, Serbia o Turchia, o non riuscirà più a vendere né in Italia né altrove le auto costruite in Campania. L’industria mondiale dell’auto è afflitta da un eccesso pauroso di capacità produttiva, ormai stimato intorno aI 40 per cento. Di conseguenza i produttori si affrontano con furibonde battaglie sul fronte del prezzo delle vetture al cliente.

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Una legge contro la Costituzione colpisce la nostra democrazia

ROMA – Sfoglia il codice di procedura penale, e si ferma all’ articolo 266, quello che regola le intercettazioni. Lo legge, poi ragiona a voce alta: «Ma questo articolo non va bene così com’ è? Ho perfino dei dubbi sull’ opportunità di stabilire una lista di reati. E comunque qui c’ è già tutto. Ma cosa si dovrebbe aggiungere?». Il presidente dei costituzionalisti italiani Valerio Onida, ex presidente della Consulta, boccia la stretta sulle intercettazioni e il bavaglio alla stampa.

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La legge che ordina il silenzio stampa

SE LA legge sulle intercettazioni verrà approvata nel testo in discussione al Senato, sarà fatto un passo pericoloso verso un mutamento di regime. I regimi non cambiano solo quando si è di fronte ad un colpo di Stato o ad una rottura frontale. Mutano pure per effetto di una erosione lenta, che cancella principi fondativi di un sistema. Se quel testo diverrà legge della Repubblica, in un colpo solo verranno pregiudicati la libertà di manifestazione del pensiero, il diritto di sapere dei cittadini, il controllo diffuso sull’ esercizio dei poteri, le possibilità d’ indagine della magistratura. Ci stiamo privando di essenziali anticorpi democratici.

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